Texas, in vigore la legge anti aborto. Biden: attacco ai diritti delle donne

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Nel Lone Star State è entrato in vigore l'Heartbeat Act, la legge che proibisce l'interruzione di gravidanza già dalla sesta settimana, dopo che la Corte suprema non è intervenuta sul ricorso presentato da vari gruppi di attivisti. Il presidente americano: "Questa legge estrema viola apertamente il diritto costituzionale stabilito dalla sentenza della corte suprema Roe v. Wade". Pelosi: "Decisione codarda"

Il Texas ha varato una delle leggi più restrittive d'America sul diritto all'aborto e al voto, dopo il primato per quelle più tolleranti sulle armi, confermandosi il laboratorio delle politiche più conservatrici del Paese e il modello per tutti gli altri Stati controllati dai repubblicani. La Corte Suprema non ha sospeso la norma e non si è pronunciata, invocando "questioni di procedura complesse e nuove". "Una decisione codarda", ha commentato Nancy Pelosi, speaker della Camera nel Congresso Usa e terza carica dello Stato. Immediata anche l'ira del presidente americano Joe Biden, secondo cui la decisione della Corte Suprema di non bloccare l'entrata in vigore della legge è un attacco ai diritti delle donne: "Questa legge estrema del Texas viola apertamente il diritto costituzionale stabilito dalla sentenza della corte suprema Roe v. Wade". Pelosi ha annunciato la presentazione di una legge per sancire i diritti stabiliti proprio dalla storica sentenza "Roe contro Wade".

La legge anti aborto in Texas

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Nel Lone Star State è entrato in vigore l'Heartbeat Act, la legge che proibisce l'interruzione di gravidanza già dalla sesta settimana, dopo che la Corte suprema non è intervenuta sul ricorso presentato da vari gruppi di attivisti. Nel frattempo il Senato texano ha approvato la legge che ridimensiona fortemente i diritti di voto, dopo il clamoroso boicottaggio di decine di parlamentari dem fuggiti nella capitale per un mese e mezzo per far mancare il numero legale. L'unica speranza di invertire la rotta è la legge federale per allargare la possibilità di votare, che tuttavia si è arenata al Congresso per l'opposizione del Grand Old Party.

L'ira di Biden e Hillary Clinton

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Ricordando come la sentenza Roe v. Wade sia stata "confermata come precedente per quasi mezzo secolo", Joe Biden ha denunciato l'incostituzionalità della legge anti aborto in Texas, promettendo che la sua amministrazione "proteggerà e difenderà quel diritto". Gli ha fatto eco Hillary Clinton, denunciando l'inazione della Corte Suprema, che "col favore delle tenebre, scegliendo di non fare nulla, ha consentito che un bando incostituzionale sull'aborto entrasse in vigore". Intanto il 2021 si rivela l'anno che ha registrato il maggior numero di restrizioni sull'aborto dalla sentenza Roe v Wade. Idem per l'accesso alle urne dai tempi del Voting Rights Act nel 1965. Quest'anno sono già 18 gli Stati che hanno approvato oltre 30 provvedimenti per limitare il voto, mentre altri tre Stati - Idaho, Oklahoma e South Carolina - hanno passato bandi sull'interruzione di gravidanza analoghi a quelli del Texas, anche se sono ancora in standby.

Il controverso Heartbeat Act

L'Heartbeat Act vieta l'aborto dalla sesta settimana, quando molte donne non sanno ancora di essere incinta ma sarebbe già individuabile il battito cardiaco del feto. Un'espressione che, secondo molti esperti, sarebbe fuorviante perché a questo stadio è rilevabile solo "una porzione di tessuto fetale che diventerà il cuore mentre l'embrione si sviluppa". L'unica eccezione è per emergenze documentate per iscritto da un medico, ma non per gravidanze frutto di stupri e incesti. La legge inoltre consente a qualunque privato cittadino di fare causa a tutti coloro che "aiutino o favoriscano" un aborto illegale, ottenendo sino a 10mila dollari di danni in una corte civile. Gli effetti, accusano i detrattori, saranno l'esodo in altri Stati delle donne che vogliono interrompere la gravidanza (con la penalizzazione di quelle di colore e a basso reddito), la "corsa alla ricompensa" da parte dei cittadini e il rischio causa non solo per i medici ma anche per gli operatori sanitari e gli impiegati delle cliniche, potenzialmente anche per un tassista che accompagna una paziente in ospedale per abortire.

L'obiettivo dei repubblicani

I repubblicani starebbero cercando di sfruttare lo spostamento a destra della Corte Suprema (6 a 3, dopo le tre nomine di Donald Trump) per ribaltare la sentenza Roe v. Wade del 1973, che ha stabilito il diritto delle donne ad abortire fino a che il feto non è vitale, ossia in grado di sopravvivere fuori dell'utero, cosa che accade normalmente tra la 22esima e la 24esima settimana di gravidanza. Un primo banco di prova sarà in autunno, con la pronuncia sul bando dell'aborto in Mississippi dopo 15 settimane.

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