Le sfide di Kamala Harris, per tutte le donne americane

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Valentina Clemente

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"I eat no for breakfast". Ovvero: nessuno mi può dire nulla, io vado avanti, consapevole di ciò che sono e posso fare. Parola di Kamala Harris, prima VP della storia americana, ma soprattutto donna che, sin dal primo giorno, ha creduto nelle sue capacità, nei suoi talenti. A cui nessuno potrà mai dire di contare meno di un uomo. Valori che trasmetterà a tutte le donne statunitensi nei prossimi quattro anni. Con particolare dedizione a quelle di colore, che vedono Madam Vice President un modello a cui ispirarsi

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“I eat no for breakfast”. Ovvero: non accetto che mai mi venga detto un no. È questo un motto di Kamala Devi Harris, prima VP donna, di colore e figlia di immigrati della storia del Paese. Una Nazione che ha accolto i suoi genitori (papà giamaicano e mamma indiana) da studenti all'University della California - Berkeley e che ha regalato moltissime opportunità a Kamala e alla sorella Maya.

Madam Vice President, sin dal suo primo giorno in politica e ancor di più da ieri, giorno del suo giuramento, porta con sé le speranze, i sogni, le paure, gli stereotipi e le aspettative di ogni donna di colore che ha anche soltanto immaginato un lavoro in politica. Ma che, soprattutto, mai prima avrebbe pensato di poter occupare il ruolo che Kamala Harris ha da mercoledì 20 gennaio.

Tanti onori, molte responsabilità

Harris ora dovrà affrontare una pressione che gli uomini non hanno mai avuto. O forse hanno subìto, ma con minor forza. Con tutto questo arriva una missione fondamentale: "sono la prima in tante cose, ma non sarò mai l'ultima", come lei stessa ha più volte ripetuto. Una barriera che nessun'altra donna o persona di colore è mai riuscita a superare. Ma che lei, giorno dopo giorno, vuole infrangere. Non lo fa solo per lei, ma per tutte quelle donne, soprattutto di colore, che non si sentono valorizzate. 

Non sarà semplice

Non sarà, però, tutto semplice e lineare. Complice anche la situazione in cui versa il Paese: la pandemia ha ucciso più di 400.000 persone negli Stati Uniti, una recessione ha devastato l'economia, il grido di forza per la giustizia razziale dei neri americani ha esposto il Paese al razzismo sistemico in un modo nuovo e più viscerale.

Harris sarà protagonista, non "seconda voce"

Kamala Harris sarà il braccio destro di Biden: in ogni riunione, in ogni decisione. I collaboratori del Presidente sono perfettamente consapevoli della natura storica dell'ascesa di Harris e del significato più ampio che ha per milioni di americani. Si sono assicurati di darle ruoli di rilievo. 

I fallimenti di Biden saranno anche suoi

Ma questo significa anche che i successi di Biden e, soprattutto i suoi fallimenti, saranno anche i suoi. È vero per ogni vicepresidente. Ma non c'è mai stato questo tipo di vicepresidente prima. E per le donne di colore l'aspettativa è molto alta: Harris è una di loro e, se sbaglierà qualcosa, l'inevitabile contraccolpo sarà più duro e più stratificato di razzismo e misoginia. È una realtà con cui le donne di colore hanno sempre avuto a che fare in questo paese, perfettamente racchiusa in un detto della black community: "devi lavorare il doppio per ottenere la metà".

Con lei, la Casa Bianca sarà un posto per tutte le donne

Harris ha assunto un ruolo a cui dedicherà tutte le sue forze. Ha assunto diverse donne di colore ai vertici del suo staff. Molti suoi collaboratori credono che uno degli obiettivi di Harris sia "normalizzare" qualcosa che gli americani non hanno mai visto prima: un mondo in cui la Casa Bianca è un posto anche per le donne di colore.

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