America 2020, in Michigan nel covo di chi voleva rapire la Governatrice

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Giovanna Pancheri

Giovanna Pancheri

Il Michigan, Stato operaio e tradizionalmente democratico, a sorpresa quattro anni fa ha scelto Donald Trump. Quest’anno Biden è avanti nei sondaggi, ma tutto può ancora succedere compresi possibili disordini nel caso di un risultato incerto del voto, come dimostra il complotto ordito da un gruppo di estremisti per rapire la Governatrice Gretchen Whitmer.

Il Michigan si riscopre Stato in bilico dopo la brutta sorpresa fatta ai democratici traditi nel 2016 da uno Stato dove dal 1988 non vinceva un repubblicano. L'errore di Hillary Clinton quattro anni fu di darlo per scontato non riflettendo su chi era l'elettorato che Donald Trump stava seducendo e conquistando. Si pensava che le grandi città avrebbero guidato la volata, ma non si è capito che mentre Detroit risorgeva dopo anni sull'orlo del precipizio, nei sobborghi e nelle zone rurali si continuava a soffrire per le derive della globalizzazione e a soffrire era soprattutto quella classe operaia che non si riconosceva più nel Partito Democratico. Joe Biden non a caso ricorda continuamente le sue origini umili, con il padre che vendeva auto usate e non dimentica mai neanche di citare il salvataggio del settore dell'auto portato avanti dall'amministrazione Obama. I sondaggi al momento sembrano dargli ragione, il suo vantaggio su Trump resiste anche se meno forte rispetto ad altri Stati. Eppure girando per il Michigan in contee appena fuori Detroit come la Macomb County, tra quelle che secondo gli analisti potrebbe tornare ai democratici, i cartelli di Biden scarseggiano, mentre dai Repubblicani l'entusiasmo è altissimo come spiega uno dei candidati locali del partito Larry Rocca: «Sarà la stessa cosa, anzi sarà ancora meglio. Da quello che sto vedendo adesso c’è così tanto entusiasmo che penso che Trump non solo vincerà la Contea di Macomb, ma tutto il Michigan». Gli chiedo quali sono, a suo parere, le priorità per gli elettori di questa Contea, «penseranno a come riusciranno a tenersi il loro lavoro, a come potranno continuare ad aiutare le loro famiglie e a come potremmo uscire al più presto da questa pandemia».   E non a caso i democratici invece stanno puntando buona parte della loro campagna proprio sul Covid 19 che in questi giorni è in ripresa nello Stato già duramente colpito quest'estate della pandemia e non si dicono preoccupati per le folle importanti che il Presidente continua ad attirare ai suoi comizi anche in Michigan come precisa il Presidente dei dem locali secondo cui la maggioranza silenziosa di cui parla spesso Trump alla fine potrebbero essere i sostenitori di Biden: «Credo che la cosa più importante che stanno facendo Biden e Harris è inspirare la gente che non ha votato. Quindi mi aspetto una partecipazione molto più ampia in queste elezioni. E credo che la vera differenza la faranno proprio le persone che non hanno votato prima, ma che voteranno quest’anno». Troy è proprio uno di quegli elettori che quattro anni fa non andò a votare, lui operaio metalmeccanico aveva sempre scelto i democratici, ma nel 2016 la novità di Trump lo aveva in parte affascinato anche se non ancora a sufficienza per spingerlo ad andare alle urne. Voleva lasciargli il beneficio del dubbio, ma il Presidente non è riuscito a convincerlo: «Qualcosa in questi quattro anni l’ha fatta, ad esempio, il mio fondo pensione (che è legato all’andamento della borsa) è andato alle stelle, va molto molto bene e ne sono felice, ma le divisioni che Trump sta creando anche all’interno della mia stessa famiglia, come in tutta l’America… E’ qualcosa che non possiamo più permetterci». Troy è convinto che molti dei suoi colleghi torneranno a votarlo, ma è anche preoccupato dalle fratture create da questo clima politico che possono portare a possibili derive violente nel caso di un risultato incerto nel voto e non è l'unico ad avere questi timori soprattutto considerando che il Michigan è tra gli Stati che potrebbero metterci anche giorni prima di dare un risultato finale. Incertezza che fa paura ancor di più pensando alla storica presenza di gruppi e milizie armate di estrema destra in Michigan che sono già sul piede di guerra come racconta anche la drammatica cronaca delle ultime settimane, con lo sventato complotto messo a punto da un gruppo di estremisti di destra per rapire e uccidere la Governatrice Gretchen Whitmer. Le 13 persone arrestate ad inizio ottobre dall’FBI facevano parte di una milizia: i Wolverine Watchmen fondata da Joseph Morrison e Pete Musico che vivevano a Munith nella Contea di Jackson in un prefabbricato in mezzo ad un campo che loro chiamavano Ranch. Ci addentriamo nelle campagne, nel cuore dello Stato ben lontani da Detroit e da altri centri urbani per cercare questa abitazione convinti di trovarla abbandonata dato che sia Morrison che Musico sono in carcere ormai da settimane, ma una volta arrivati con il mio operatore nella proprietà sentiamo provenire dal retro della casa, le risate di un paio di bambini. Stanno giocando su dei copertoni abbandonati e insieme a loro c’è una giovane donna con gli occhi dai colori ambrati delle foglie di questa bella giornata d’autunno: «Sono la moglie di Morrison… Non me la sento di parlare posso solo dirle che hanno distrutto la vita di tre bambini» mi dice con un sorriso gentile. Chrystell invece è la moglie di Musico. A lei riusciamo a rubare qualche dichiarazione: «Voglio solo dirle che Pete e Joseph non avrebbero mai messo la vita della loro famiglia in pericolo per questo. Qui abbiamo tre bambini che per me e Pete sono come dei nipoti. Sono sposata con lui da 22 anni, stiamo insieme da quasi 24 anni. Conosco bene mio marito. Noi siamo sopravvissuti, non terroristi». Chrystell difende il marito e Morrison che loro hanno cresciuto come un figlio e nonostante le numerosissime prove e testimonianze raccolte dall’FBI sulla gravità di questa minaccia lei è convinta che le ragioni dietro al loro arresto siano altre siano anzitutto politiche anche per questo ha deciso che quest’anno non andrà a votare: «Dopo questa vicenda ho capito che votare non serve a niente, perché non importa per chi voterai: alla fine le cose andranno nella direzione che decidono le persone con i soldi e con il potere». 

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