Conflitto Armenia-Azerbaijan, a Mosca colloqui dei ministri degli Esteri dei due Paesi

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L'iniziativa è partita dal presidente russo ed è stata accettata dai due Paesi. Il Cremlino in una nota ha spiegato che Putin "chiede che cessino i combattimenti in Nagorno-Karabakh, per motivi umanitari, per scambiare i corpi delle persone rimaste uccise e i prigionieri”. Intanto sale a 350 il numero delle vittime tra i militari dell'esercito di difesa del Karabakh

Il presidente russo Vladimir Putin ha invitato a Mosca i ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian per colloqui sul conflitto tra i due Paesi nel Nagorno-Karabakh (FOTO, come ha reso noto il Cremlino. A stretto giro è arrrivata la conferma dei diretti interessati, che hanno fatto sapere che i rispettivi ministri saranno oggi nella capitale russa. In una dichiarazione diffusa dalla presidenza, Putin ha sottolineato anche che i combattimenti nella regione contesa dovrebbero cessare "per motivi umanitari, per scambiare i corpi delle persone rimaste uccise e i prigionieri”.

L'intervento di Mosca sostenuto dal Gruppo di Minsk

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L'intervento della Russia arriva mentre la crisi fra i due Paesi sembra sempre più irreparabile.  Una storica cattedrale armena colpita e danneggiata, giornalisti feriti, bilancio dei caduti tra i militari in perenne aumento: è l'ultimo bollettino del conflitto nel Nagorno-Karabakh. Mosca nel suo tentativo di mediazione è sostenuta dal Gruppo di Minsk dell'Osce, di cui fanno parte Francia e Stati Uniti come co-presidenti, ma l'ingresso della Turchia nel complesso puzzle caucasico rende tutto più complicato.

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La cattedrale di Shusha dopo i bombardamenti attributi dall'Armenia all'Azerbaijan, che però ha negato - ©Ansa

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Sul campo la storica cattedrale di Ghazanchetsots, nella città di Shusha, sarebbe stata bombardata (per ben due volte) dalle forze azere, forse per mezzo di droni. A denunciarlo è l'Armenia stessa: "Giornalisti russi e locali sono stati feriti nel secondo bombardamento", ha scritto su Twitter il governo armeno, aggiungendo che un cronista russo è in "condizioni serie" ed è stato sottoposto a un intervento chirurgico. 

"Intenzionale attacco azero contro giornalisti"

Il ministero degli Esteri armeno ha poi descritto l'attacco azero ai giornalisti a Shusha come "intenzionale": "Mira a ostacolare la documentazione e la presentazione alla comunità internazionale dei crimini di guerra commessi dall'esercito azero", ha dichiarato il ministero in una dichiarazione, ripresa da Interfax.

L'Azerbaijan nega ogni responsabilità

Il ministero della Difesa azero ha però negato ogni responsabilità. Un portavoce del ministero ha infatti affermato che "le informazioni sui danni alla chiesa di Shusha non hanno nulla a che vedere con le attività dell'esercito azero". Le forze azere "non prendono di mira edifici e monumenti storici, culturali e soprattutto religiosi, a differenza delle forze armate armene, che hanno danneggiato strutture civili, edifici residenziali e anche il monumento religioso e architettonico dell'Imamzadeh durante il bombardamento a Ganja del 4 ottobre", ha sottolineato il portavoce.

Sale a 350 il numero dei militari morti

Intanto secondo il ministero della Difesa della non riconosciuta Repubblica del Nagorno-Karabakh (NKR) nelle ultime ore altri 30 militari sono morti negli scontri con l'esercito azero; stando al rapporto aggiornato del ministero della Difesa del NKR, dall'inizio delle ostilità del 27 settembre sono stati uccisi in azione 350 militari dell'esercito di difesa del Karabakh.

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