È morto Quino, il disegnatore argentino che ha inventato il personaggio di Mafalda

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L’annuncio è stato dato dall’editore: “Tutte le brave persone del Paese e del mondo lo piangeranno”. Il fumettista aveva 88 anni e nei giorni scorsi aveva subito un ictus che ha provocato un peggioramento delle sue condizioni di salute

Quino, il disegnatore argentino che ha inventato il celebre personaggio di Mafalda, è morto a 88 anni. A dare l’annuncio è stato il suo editore Daniel Divinsky. Tradotto in 35 lingue, presente tra i libri di un argentino su due, è conosciuto in tutto il mondo per le sue strisce con protagonista quella bambina sveglia, ironica, a tratti irriverente. 

Quino
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Chi era Quino

Il vero nome del fumettista era Joaquín Salvador Lavado. La notizia della morte è stata confermata su Twitter dal suo editore argentino, Daniel Divinsky. “Quino è morto. Tutte le brave persone del Paese e del mondo lo piangeranno", ha scritto Divinsky, cofondatore di Ediciones La Flor. Secondo quanto riferito dalla stampa locale, Quino aveva subito un ictus nei giorni scorsi che ha provocato un peggioramento delle sue condizioni di salute. Il fumettista, nato a Mendoza il 17 luglio 1932, era figlio di immigrati andalusi. Sin da piccolo aveva iniziato a coltivare la sua passione per il disegno, fino a studiare all'Accademia di belle arti della sua città natale. Le sue prime vignette risalgono agli anni Cinquanta. Ha esordito nel 1954 in Dibujantes e poi ha trovato posto con le sue creazioni nelle riviste Aguado, Rico Tipo e quindi in Tia Vicenta chiusa dai militari nel 1966. Nel 1958 è sbarcato sul quotidiano Democracia e poi in Vea e lea. Ma il suo personaggio più famoso, protagonista delle sue strisce, nasce nel 1964 ed è Mafalda: una bambina contestatrice, ironica, arrabbiata e in continua polemica con gli adulti e la loro gestione del mondo.

La storia di Mafalda

Mafalda era stata creata per una pubblicità di lavatrici, ma non era piaciuta al committente. Poi è rimasta in un cassetto, fino a rispuntare il 29 settembre del 1964 sulla rivista argentina Primera Plana. Dopo l'esordio in Sudamerica, Mafalda diventa popolare in diverse parti del mondo e, sul finire degli anni Sessanta, arriva anche in Italia. Nonostante il successo, nel 1973 Quino ha smesso di disegnare strisce con il suo soggetto più celebre. Mafalda rimane comunque nella storia dei fumetti. Nel suo mondo ci sono il papà impiegato e la mamma casalinga, più una serie di amichetti storici: il romantico Felipe (che è la caricatura di un amico di Quino, il poeta Jorge Timossi), la borghese Susanita, il capitalista Manolito. A questi si sono poi aggiunti Guille (Nando per gli italiani) il fratellino di Mafalda, per il quale Quino si è ispirato a un nipotino diventato flautista, il fantasioso Miguelito e la minuscola Libertad, disegnata piccolissima "perché la libertà in Argentina è sempre stata poca". E come spesso accade in questi casi, il personaggio è diventato protagonista anche al cinema: è del 1982 il lungometraggio animato dal titolo "Mafalda". Una pellicola che però sembra abbia fatto storcere il naso a Quino. 

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