Libia, Sarraj annuncia le dimissioni: "Lascio entro fine ottobre"

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L'annuncio alla tv pubblica libica. Il presidente del Governo di accordo nazionale di Tripoli si dice pronto a cedere le proprie responsabilità al prossimo esecutivo, che dovrebbe fuoriuscire dai prossimi negoziati a Ginevra per la nascita di un nuovo governo

Il premier libico Fayez Al Sarraj si dimetterà entro il mese di ottobre. È stato lo stesso presidente del Governo di accordo nazionale di Tripoli ad annunciarlo alla tv pubblica libica. "Dichiaro il mio desiderio sincero di cedere le mie responsabilità al prossimo esecutivo non più tardi della fine di ottobre", ha affermato. "Spero che la commissione per il dialogo finisca il suo lavoro e scelga un consiglio presidenziale e primo ministro". Al suo successore quindi il gravoso compito di portare a termine la difficile transizione politica del paese, martoriato da anni da una guerra civile contro le milizie del generale Haftar che controllano la Libia orientale. Sarraj era stato indicato dall'Onu nel 2015 come presidente riconosciuto dalla comunità internazionale e traghettatore verso la pace in Libia.

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Secondo gli osservatori internazionali, la data scelta da Sarraj non è casuale, visto che il mese prossimo a Ginevra sono previsti i negoziati per la formazione di un nuovo governo che rimpiazzi quello attuale riconosciuto dall'Onu. L'obiettivo sarebbe quello di rappresentarvi le diverse anime del Paese (Tripolitania, Cireanica e Fezzan), raggiungendo un'intesa che preveda una nuova composizione del Consiglio presidenziale per poi indire le elezioni.

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Intanto sul territorio libico, il generale Haftar sta in qualche modo lasciando la scena al presidente del parlamento insediato a Tobruk, nella sua Cirenaica, Aqila Saleh, e alla sua proposta politica di unificazione delle istituzioni del Paese. L'esecutivo di Sarraj, con l'aiuto militare della Turchia, a giugno era riuscito a respingere un attacco portato a Tripoli per 14 mesi dalle forze di Haftar. Lo spostamento verso Sirte del confronto militare, ora sospeso per un cessate il fuoco, ha dato spazio a proteste di piazza nella capitale libica contro le cattive condizioni di vita e la corruzione. Proteste che si sono incrociate con un braccio di ferro tra Sarraj e il ministro dell'Interno Fathi Bashagha, prima sospeso e poi reintegrato dopo pochi giorni a inizio mese.

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Sarraj, scelto dall'Onu per traghettare la Libia verso la pace e presidente del Paese nordafricano riconosciuto dalla comunità internazionale, almeno inizialmente, non ha seguito le orme del padre in politica. Mustafa Fawzi al-Sarraj, infatti, è stato tra i fondatori della moderna monarchia libica dopo l'indipendenza dall'Italia, deputato alla Camera dei rappresentanti, e poi ministro di educazione, agricoltura ed economia durante la monarchia. Fayez invece sceglie la laurea in architettura all'Università di Tripoli, con un master in Amministrazione d'impresa, fa l'ingegnere occupandosi di gestione e progettazione per il Fondo di previdenza sociale. La politica entra nella sua vita durante la Primavera araba: Sarraj entra a fare parte della Commissione per il dialogo nazionale dopo la caduta del regime di Gheddafi. Alle legislative diventa membro della Camera dei rappresentanti e viene nominato presidente della Commissione per la casa. Nel governo di Ahmed Maitig, nel 2014, gli viene proposto il ministero per la Casa, ma rifiuta l'incarico per "il generale clima politico e per l'assenza di stabilità e di sicurezza". Nel 2015 l'allora inviato speciale dell'Onu, Bernardino Leon, indica Sarraj come presidente del Governo di accordo nazionale, posizione ratificata poi con gli Accordi di Skhirat, in Marocco, nel dicembre dello stesso anno. Tra il 2019 e il 2020 Sarraj si è anche scoperto anche stratega militare in grado di mettere in serie difficoltà l'avanzata su Tripoli del maresciallo della Cirenaica, Khalifa Haftar.

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