Navalny, medici autorizzano il trasferimento: l’oppositore russo è arrivato a Berlino

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L’attivista, ricoverato due giorni fa in coma per un sospetto avvelenamento, sarà curato all'ospedale della Charité nella capitale tedesca. La sue condizioni sono gravi ma stabili. La portavoce Kira Yarmysh: “La lotta per la vita e la salute di Alexei è appena cominciata. C'è ancora molto da fare, ma ora almeno il primo passo è stato fatto". Ieri il braccio di ferro con i medici, che non volevano farlo partire ed escludono l’ipotesi dell’avvelenamento

Dopo un braccio di ferro durato quasi 24 ore, Alexei Navalny è arrivato a Berlino.  L'aereo è atterrato alle 8.47 (ora locale) all'aeroporto di Tegel, riporta il sito di Flightradar24 e conferma la portavoce del dissidente, Kira Jarmysh. L’oppositore russo, ricoverato in coma due giorni fa dopo un sospetto avvelenamento, sarà curato all'ospedale della Charité. Le sue condizioni, dice all'Afp la Ong che ha organizzato il viaggio, sono gravi ma "stabili". Per tutta la giornata di ieri, i medici di Omsk si erano opposti al trasferimento dell’attivista in Germania sostenendo che le sue condizioni lo rendevano impossibile. Per il suo entourage, invece, proprio la permanenza nel piccolo ospedale di provincia sarebbe stata letale per Navalny perché, ha detto Yarmysh, “nessuno qui è interessato a salvarlo, solo a nascondere un crimine".

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L’aereo atterrato a Tegel, secondo il sito di Flightradar24, sarebbe però dovuto atterrare all'aeroporto di Schoenefeld, a sud-est della capitale, per poi dirigersi verso l'altro scalo berlinese. Finora non sono state fornite spiegazioni relative al cambiamento dell'ultimo minuto. Ad attendere il velivolo, riferisce la Bild, numerose ambulanze.

"Molte grazie a tutti quelli che ci hanno supportato”

"L'aereo con Alexei Navalny è in volo verso Berlino - ha twittato dopo il decollo Yarmysh - Molte grazie a tutti per il sostegno. La lotta per la vita e la salute di Alexei è appena cominciata. C'è ancora molto da fare, ma ora almeno il primo passo è stato fatto". "Molte grazie a tutti quelli che ci hanno supportato - ha scritto ancora la portavoce - Alexei è stato affidato alla commissione medica. Yulia è con lui”. L'aereo è decollato intorno alle 8 ora locale (le 4 in Italia), con due ore di ritardo sul previsto. Sulla pista di decollo - secondo alcuni media russi - erano presenti medici russi e tedeschi, addetti alla sicurezza aeroportuale e alla logistica, polizia stradale e giornalisti dall'emittente di Stato Russia-1.

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Navalny si è sentito male a bordo del volo che lo stava riportando a Mosca da Tomsk, in Siberia: prima di decollare aveva bevuto un tè in un bar dell'aeroporto, sul quale si concentrano i sospetti dei suoi collaboratori, convinti che si tratti di un tentativo di avvelenamento, nonostante i medici russi abbiano affermato di non averne trovato tracce. Ieri poi il lungo botta e risposta tra i dottori - che inizialmente non volevano farlo partire - e i suoi collaboratori e sua moglie, che si è appellata al presidente russo, Vladimir Putin, per ottenere il via libera al trasferimento. La cerchia di Navalny è arrivata a rivolgersi alla Corte europea per i diritti umani, chiedendo ai giudici di Strasburgo di invitare il governo russo ad autorizzarne il trasporto in Germania. Dopo ore di pressioni, il dietrofront dell'ospedale siberiano: "Le condizioni del paziente sono stabili. Dal momento che siamo in possesso di una richiesta dei parenti per permettergli di essere trasportato in un'altra struttura, abbiamo ora deciso di non opporci al suo trasferimento", ha dichiarato il dottor Anatoly Kalinichenko.

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