Tensione Usa-Cina, Pechino chiude il consolato americano a Chengdu. Fbi arresta 3 cinesi

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La Cina replica alla chiusura del proprio ufficio diplomatico a Houston. Per il ministero degli Esteri è "una risposta legittima e necessaria alle azioni irragionevoli degli Stati Uniti" e aggiunge che alcuni componenti del personale "si sono impegnati in attività incompatibili col loro status diplomatico, interferendo negli affari interni" di Pechino. Intanto sono stati fermati tre cittadini cinesi accusati di essere entrati nel Paese con una frode sui visti e di spionaggio per l'Esercito di liberazione

Cresce ancora la tensione tra Usa e Cina. Pechino risponde alla chiusura del consolato cinese a Houston e ordina un provvedimento analogo nei confronti del consolato americano di Chengdu, capoluogo del Sichuan. Il clima è reso ancora più teso dall’arresto da parte degli Stati Uniti di tre cittadini cinesi che, insieme alla ricercatrice di Pechino che si è rifugiata nel consolato di San Francisco, sono accusati di spionaggio per conto dell'Esercito di liberazione cinese e di frode sul fronte dei visti di soggiorno negli Usa. La stretta sul consolato a Houston era arrivata infatti sull'onda dei nuovi sospetti di Washington contro il presunto spionaggio della CinaGli agenti dell'Fbi - rende noto il Dipartimento di giustizia americano - hanno anche interrogato in almeno 25 città statunitensi altre persone sospettate di essere segretamente affiliate alle forze armate cinesi ed entrate negli Usa mentendo alle autorità al fine di ottenere i visti.

“Interferenze negli affari interni della Cina”

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L'editor-in-chief del Global Times, Hu Xijin, ha scritto su Twitter che la chiusura del consolato, comunicato questa mattina all'ambasciata americana di Pechino, dovrebbe essere completata in 72 ore, entro quindi le ore 10:00 di lunedì mattina. Secondo il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, alcuni componenti del personale in servizio presso il consolato generale Usa di Chengdu "si sono impegnati in attività incompatibili col loro status diplomatico, interferendo negli affari interni della Cina e danneggiando i suoi interessi sulla sicurezza" e la Cina "ha fatto molte dichiarazioni" in tal senso e gli Usa "lo sanno bene".

Pechino: "Risposta legittima e necessaria"

Le misure adottate dalla Cina "sono una risposta legittima e necessaria alle azioni irragionevoli degli Usa e conformi al diritto e alle norme di base dei rapporti internazionali, nonché alle pratiche diplomatiche", si legge nella nota con cui il ministero degli Esteri cinese ha comunicato all'ambasciata Usa la misura, invitando Washington "a creare le condizioni necessarie per il ritorno alla normalità delle relazioni bilaterali".

 

La Cina: "Incidente provocato unilateralmente dagli Usa"

Il 21 luglio gli Stati Uniti – continua la nota del ministero degli Esteri cinese - "hanno provocato unilateralmente l'incidente, chiedendo all'improvviso alla Cina di chiudere il consolato generale di Houston, in grave violazione del diritto internazionale e norme di base delle relazioni internazionali e delle disposizioni pertinenti del trattato consolare sino-americano, danneggiando gravemente le relazioni sino-americane". La situazione attuale tra Cina e Stati Uniti "è qualcosa che la Cina non vuole vedere e la responsabilità pesa esclusivamente sugli Stati Uniti. Invitiamo ancora una volta gli Usa a revocare immediatamente la decisione errata e a creare le condizioni necessarie per il ritorno alla normalità delle relazioni bilaterali", conclude la nota.

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