Coronavirus Brasile, il portavoce di Bolsonaro è positivo al Covid-19

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Oltre venti alti funzionari del presidente hanno contratto il virus e lo stesso presidente, che ha dichiarato di essersi sottoposto al test e di essere risultato negativo, non ha mai reso pubblici i risultati dell’esame

Otavio Rego Barros, portavoce del presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, è risultato positivo al nuovo coronavirus. Si tratta dell’ennesimo caso di contagio all’interno del cerchio ristretto dei collaboratori del capo di Stato: dall’inizio dell’epidemia, che sta colpendo pesantemente anche il Brasile, sono oltre 20 gli alti funzionari risultati positivi, tra cui il ministro della Sicurezza nazionale, Augusto Heleno, e il capo delle comunicazioni, Fabio Wajngarten. Le opposizioni hanno avanzato dei sospetti sullo stesso Bolsonaro che ha dichiarato di essersi sottoposto al test e di essere risultato negativo, ma che non ha mai reso pubblici i risultati.

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Otavio Rego Barros, 59 anni, è uno dei principali volti pubblici dell'amministrazione Bolsonaro, in carica dal gennaio del 2019. Il portavoce, nonché generale dell’esercito, dopo essere risultato al test si è messo in isolamento a casa e, ha fatto sapere l'ufficio presidenziale in una nota, sta seguendo tutti i protocolli raccomandati. Al momento il portavoce "non mostra alcun sintomo che debba destare preoccupazione".

Governo in difficoltà

Dall’inizio dell’epidemia, stando al bilancio ufficiale, in Brasile sono state trovate positive al Covid-19 126.611 persone, con 8.588 decessi. In diverse zone del Paese, come nelle favelas e nelle comunità indigene, la situazione sta diventando esplosiva e all’interno dell’esecutivo si moltiplicano i contrasti. Lo scorso 17 aprile il ministro della Salute, Luiz Henrique Mandetta, si è dimesso dopo essere entrato in contrasto con il presidente per la sua difesa del distanziamento sociale. Il nuovo titolare del dicastero, Nelson Teich, ha dichiarato di non essere "né favorevole né contrario" al lockdown ma che "potrebbe essere necessario in alcune situazioni". Teich ha spiegato che: "Quando parliamo di isolamento, distanziamento, esistono vari livelli. L'importante è che non vi sia una difesa dell'isolamento e una difesa del non isolamento, vi sono vari livelli".

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