Coronavirus in Cina, a Wuhan contagio "sostanzialmente bloccato"

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Nella città focolaio le restrizioni applicate nell’emergenza vengono rimosse. In Cina, il 26 marzo, si sono registrati 54 casi importati e uno interno. Da Pechino  stop ai visti agli stranieri e taglio dei voli internazionali per contrastare il contagio di ritorno

Tre mesi fa Wuhan era la città focolaio del coronavirus. Ora, nell’area, il contagio è "sostanzialmente bloccato" e dal 25 marzo le restrizioni applicate durante l’emergenza sono state rimosse (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE). A riferirlo è stato Liu Dongru, vicedirettore del comitato sanitario dell'Hubei, la provincia al centro dell'infezione. L’esperto, come fa sapere il Quotidiano del Popolo, ha anche spiegato che a Wuhan il giudizio sul livello di gravità del rischio è stato ridotto da "alto" a "medio" (NELL'HUBEI E A WUHAN SI PROVA A RIPARTIRE. LE FOTO - LE NOTIZIE DELLA FARNESINA SULLA CINA).

In Cina 54 casi importati e uno interno

Intanto, in tutta la Cina, i casi di coronavirus registrati giovedì 26 marzo sono stati 55, di cui 54 importati e uno interno, nello Zhejiang. La Commissione sanitaria nazionale ha citato nei suoi aggiornamenti quotidiani 5 nuovi decessi, avvenuti tutti nell'Hubei, e 49 nuovi casi sospetti. Le infezioni sono salite a 81.340, di cui 3.460 pazienti in cura, 3.292 decessi e 74.588 dimessi dagli ospedali, con un tasso di guarigione al 91,69%. Contro il contagio di ritorno, Pechino ha annunciato lo stop dei visti agli stranieri e un drastico taglio dei voli internazionali.

Il coronavirus pesa sull'economia: -38,3% dei profitti industriali

La pandemia pesa sul Paese anche a livello economico. I profitti industriali in Cina accusano un crollo annuo del 38,3% nel periodo gennaio-febbraio 2020, il più pesante mai registrato dall'inizio della raccolta omogenea dei dati. A causa del Covid-19, le più grandi imprese vedono gli utili cedere a 4.110 miliardi di yuan (580 miliardi di dollari). Giù i profitti delle aziende statali (-32,9%) e anche di quelle private (-36,6%). Sui 41 settori esaminati, 37 segnalano cali come petrolio, carbone e altri combustibili (-116,7%) e tlc ed equipaggiamenti elettrici (-87%). In rialzo, invece, la filiera del tabacco (+31,5%).

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