Coronavirus, anche la Francia si ferma: scuole chiuse e stop al calcio. Più di 3mila casi

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Dopo il discorso di Macron, che ha chiesto unità e illustrato alcune misure contro il virus, il ministro della Salute: istituti chiusi per “almeno 15 giorni”. Campionati sospesi, invito a limitare gli spostamenti. I decessi sono in tutto 79, 18 più di ieri

Scuole e università chiuse, sospesi i campionati di Ligue 1 e Ligue 2, invito a limitare gli spostamenti, divieto di raduni di oltre cento persone. Anche la Francia mette in campo misure straordinarie per cercare di arginare la diffusione del coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI). Il ministero della Cultura ha invitato i musei a limitare le loro attività o a chiudere per il coronavirus e il Louvre ha annunciato che dalle 17.00 di venerdì 13 marzo le porte resteranno serrate fino a nuovi avvisi. Nel Paese i casi registrati sono più di 3mila. Secondo BfmTv, negli ospedali della capitale ci sono almeno 56 membri del personale sanitario risultati positivi. Il direttore generale di Assistance Publique-Hopitaux di Parigi ha precisato che il 60% dei casi è stato contagiato fuori dal luogo di lavoro (LO SPECIALE - MAPPA E GRAFICI DEL CONTAGIO - LE MISURE DEL GOVERNO ITALIANO).

3661 casi, 800 in più in 24 ore

Nel Paese sono aumentati di 800 casi in 24 ore i contagi, quantificati in 3.661 dal ministro della Salute, Olivier Véran. I decessi sono in tutto 79, 18 più di ieri. I malati in terapia intensiva sono 154.

Quasi 22 milioni hanno seguito il discorso di Macron

Le decisioni della Francia sono state annunciate giovedì 12 marzo dal presidente Emmanuel Macron, che ha parlato alla nazione in un discorso tv seguito da quasi 22 milioni di persone. Un intervento di 25 minuti, dall'Eliseo, durante il quale il leader francese ha lanciato un solenne appello all'unità, illustrando misure immediate contro il virus e obiettivi di più lungo termine. Sono state confermate le elezioni comunali. "Siamo convinti di poter organizzare in buone condizioni il primo e il secondo turno", domenica 15 e 22 marzo, ha detto il primo ministro francese Edouard Philippe. "Andare a votare - ha aggiunto - non è più rischioso di andare a fare la spesa". Il premier ha però annunciato il divieto di tutti i raduni di oltre cento persone su tutto il territorio della Francia.

Scuole chiuse da lunedì per “almeno quindici giorni”

Tra le disposizioni più stringenti annunciate da Macron c'è la chiusura, a partire da lunedì, di tutte gli asili, le scuole e le università di Francia. Una opzione che il ministro dell'Istruzione, Jean-Michel Blanquer, appena pochi giorni fa aveva seccamente smentito. In mattinata il titolare della Salute, Olivier Véran, ha spiegato che gli istituti resteranno chiusi per “almeno quindici giorni”, probabilmente fino alle vacanze di primavera. "Non chiudiamo le scuole a cuor leggero" e la durata sarà "più breve possibile", ma "vogliamo una massiccia frenata nazionale" della diffusione del virus, ha detto Véran.

Promessi “indennizzi quotidiani” per genitori isolati

Ha parlato anche Bruno Le Maire, ministro francese dell'Economia. Ha promesso “indennizzi quotidiani” per quei genitori isolati, in particolare le donne sole, che dovranno occuparsi dei figli rimasti a casa. “Solidarietà nazionale totale, sia a livello economico, sia finanziario, sia umano", ha dichiarato Le Maire. Il responsabile di Bercy ha poi ripetuto quanto detto dal presidente: la Francia farà ora tutto il necessario per rispondere all'emergenza sanitaria, "costi quel che costi". Le Maire prevede anche "specifici aiuti" per badanti. Solo a Parigi, ha dichiarato, ci sono "molte badanti che saranno costrette a tenere i figli". Anche per loro ci sarà un sostegno nonché un sistema di guardia "affinché possano andare a lavorare".

Sospesi i campionati di Ligue 1 e Ligue 2

Intanto, in Francia si ferma anche il calcio. I campionati di Ligue 1 e Ligue 2, infatti, sono sospesi "fino a nuovo ordine". A deciderlo è stata la Lega calcio professionistico Lfp: riunita in un cda eccezionale, ha votato per la sospensione immediata, dopo che nei giorni scorsi era stato deciso di giocare a porte chiuse fino al 15 aprile. “Continuare a giocare – ha commentato il presidente del sindacato allenatori, Raymond Domenech – non ha senso e neppure le mezze misure. I giocatori sono in contatto diretto fra loro e non vogliono più giocare, gli allenatori lo sentono. Tutti avrebbero proseguito controvoglia". Macron, nel suo discorso alla nazione, non aveva imposto restrizioni al mondo dello sport ma aveva lanciato un appello all'”unione del Paese" di fronte "alla più grave crisi sanitaria" che la Francia abbia conosciuto nell'ultimo secolo. Già rinviate a data da destinarsi le finali di Coppa di Lega, PSG-Lione, resta in sospeso quella di Coppa di Francia, PSG-Saint-Etienne, prevista per il 25 aprile. C'è ancora incertezza sull'annullamento delle partite amichevoli della nazionale di preparazione a Euro 2020, contro l'Ucraina e la Finlandia (27 e 31 marzo), per le quali sono state già previste le porte chiuse allo Stade de France di Saint-Denis.

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