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Svizzera, approvata legge contro l'omofobia: sarà punita come il razzismo

I titoli delle 18 di Sky TG24 del 9/02

3' di lettura

Sottoposta a referendum, la norma è passata con il 63% di voti favorevoli. Discriminazioni o atteggiamenti di incitamento all’odio basati sull’orientamento sessuale saranno punibili con la detenzione fino a 3 anni o una pena pecuniaria. Contrari conservatori e populisti

Gli elettori svizzeri hanno approvato la legge contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, che estende ai casi di omofobia le pene già previste per il razzismo e per i casi di discriminazione e incitamento all’odio per cause religiose. Analoghi episodi ai danni di persone Lgbt saranno quindi puniti con la detenzione fino a 3 anni o con una pena pecuniaria, come disposto dal Codice penale e da quello penale militare. La norma, sottoposta a referendum, è passata con oltre il 63% di “sì”. Riguarderà ogni atteggiamento discriminatorio attuato a parole, per iscritto, per immagini o gesti, ma non si applicherà all’ambito familiare a ai gruppi di amici.

L’opposizione di conservatori e populisti

Nel Canton Vaud i voti favorevoli alla nuova legge hanno raggiunto l’80,2%, a Ginevra il 76,3% e a Zurigo il 63,5%. Solo tre piccoli cantoni germanofoni del centro e dell’Est del Paese hanno registrato una maggioranza di misura di “no”. La norma, appoggiata dal governo e dalla maggioranza dei partiti, era invece stata contestata da conservatori e populisti, secondo i quali rappresenterebbe una potenziale “censura” e una limitazione “alla libertà di espressione e di coscienza”.

Norma depositata nel 2013

“Oggi non sono solo i diritti di lesbiche, omosessuali e bisessuali a essere rafforzati, ma quelli di tutte le minoranze”, ha esultato la co-presidente dell'Organizzazione svizzera delle lesbiche, Salome Zimmermann, citata dall’agenzia di stampa elvetica Keystone-Ats. Per il padre della nuova norma, il parlamentare socialista Mathias Reynard, il sostegno popolare è “un magnifico segnale” per tutte le persone coinvolte: “L’odio e la discriminazione non hanno più posto nel nostro Paese”, ha commentato. La norma anti-omofobia era stata depositata da Reynard per la prima volta nel 2013: dopo un percorso parlamentare di 7 anni è stata approvata dal Parlamento nel 2018 e oggi è stata confermata dal referendum.

Referendum richiesto da partito cristiano

Il referendum del 9 febbraio era stato lanciato da un comitato composto in particolare da rappresentanti dell’Unione democratica federale (Udf), piccolo partito conservatore che sostiene di difendere i valori cristiani, contrario ai matrimoni gay e alle adozioni da parte di coppie omosessuali, e dalla sezione Giovani dell’Unione democratica di Centro (Udc, destra nazionalista). “Continueremo a difendere i valori cristiani”, ha detto dopo la sconfitta il presidente dell'Udf, Hans Moser.

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