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Impeachment di Trump, al via il processo in Senato: stop dei repubblicani a nuove prove

3' di lettura

Nel giorno di apertura, la maggioranza repubblicana ha bloccato il tentativo dei democratici di ottenere nuove prove e mandati per nuove testimonianze. Il partito dell’Asinello ha ottenuto un giorno di tempo in più per le dichiarazioni iniziali 

Il processo in Senato per l'impeachment del presidente Donald Trump procederà velocemente e senza ascoltare testimoni.
Il giorno dell'apertura del processo di impeachment al Senato sono stati bocciati, uno dopo l’altro, tutti 11 gli emendamenti del leader della minoranza Chuck Schumer. Mick Mulvaney, capo di stato maggiore della Casa Bianca in carica, e John Bolton, ex consigliere per la sicurezza nazionale, non saliranno dunque sullo scranno dei testimoni.

La prima giornata

La prima giornata del processo d'impeachment si è tradotta in una seduta fiume di 13 ore in Senato per definire le regole. La maggioranza repubblicana ha bloccato il tentativo dei democratici di ottenere nuove prove e mandati per nuove testimonianze. Le mozioni presentate dal leader di minoranza, il senatore democratico Chuck Schumer, con la richiesta di documenti sull'Ucrainagate alla Casa Bianca, al dipartimento di Stato e all'ufficio di Bilancio sono state bocciate con il voto contrario di tutti i repubblicani che controllano 53 seggi su 100. Naufragate anche le richieste del partito dell'Asinello di far testimoniare il capo di gabinetto della Casa Bianca Mick Mulvaney, il suo collaboratore Robert Blair e un funzionario dell'ufficio bilancio, Michael Duffey.

Una piccola vittoria per i dem

Per i dem solo una piccola vittoria, con il Grand Old Party che all'ultimo minuto ha deciso di concedere tre giorni di tempo anziché due per le dichiarazioni iniziali di accusa e difesa. La modifica è arrivata dopo una riunione a porte chiuse durante la quale alcuni esponenti repubblicani hanno espresso perplessità sulla tempistica lampo ipotizzata. I democratici erano insorti accusando il Gop di voler "manipolare" il processo e relegare i fatti chiave a tarda ora per impedire che venissero ascoltati dal popolo americano. La modifica ottenuta non garantisce automaticamente l’ammissibilità di ulteriori testimoni o documenti: è richiesta una maggioranza di 51 voti e i dem ne hanno solo 47.

La squadra di difesa di Trump

I numeri al Senato non lasciano dubbi: sarà impossibile raggiungere i due terzi dei voti necessari per rimuovere il presidente e i repubblicani, non a caso, vogliono velocizzare il processo cercando di archiviare la vicenda Ucraina, la messa in stato di d'accusa approvata dalla camera dei rappresentanti e provando a concentrarsi sugli altri temi che saranno dirimenti in vista delle elezioni del prossimo novembre.
I dem, da parte loro, vogliono invece sfruttare la visibilità data da ore ed ore di diretta televisiva prevista per il procedimento di impeachment così da esporre al massimo quelli che loro considerano i comportamenti inaccettabili del presidente.
Trump si è comunque premurato di prendere una squadra di difesa di primo piano che include, tra gli altri, l'ex procuratore nel processo di impeachment contro Bill Clinton Ken Starr e l'avvocato delle star Alan Dershowitz, lo stesso che difese O.J. Simpson.

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