Esplora Sky TG24, Sky Sport, Sky Video

Brexit, Johnson chiede estensione all'Ue ma non firma la lettera

La lettera di Johnson ai deputati: rinvio non è soluzione

Il premier Uk torna sui suoi passi dopo aver detto "Non negozierò un'estensione". Una catena di eventi che segue il voto - a Westminster - a un emendamento che impone di rimandare il voto sull'accordo trovato tra Boris Johnson e Bruxelles per l'uscita dall'Unione

Leggi tutto
1 nuovo post

Adesso cosa succede.1

Mancano dodici giorni dalla scadenza per l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue (31 ottobre). Dopo il voto di oggi di Westminster, che fa slittare la ratifica dell'accordo raggiunto dal premier Johnson con Bruxelles, il rinvio si fa sempre più probabile. Lo richiede il Benn Act, approvato dalla Camera dei Comuni, che costringe il governo a chiedere all'Ue una proroga al 31 gennaio 2020 se l'accordo non fosse stato approvato entro il 19 ottobre. Johnson dovrebbe inviare la richiesta a Bruxelles entro le 23 di oggi, ma ha già detto di non volerlo fare (ha detto che non "negozierà un rinvio con l'Ue e che nemmeno la legge lo obbliga a farlo"). Lo speaker della Camera dei Comuni, John Bercow, si è detto pronto a chiedere lui stesso la proroga se glielo chiedono un giudice o i parlamentari. 
- di Chiara Piotto

L'agenda dei lavori Ue su Brexit, lunedì 21

Il Parlamento europeo valuterà lunedì a Strasburgo l'esito del voto odierno di Westminster su Brexit. Lo comunica il portavoce dell'Eurocamera, Jaume Duch. Il comitato del Parlamento su Brexit si riunirà alle 15 mentre una riunione dei capigruppo con il presidente dell'Eurocamera, David Sassoli, è prevista per le 18. Alle 19,30 à convocata la commissione Affari costituzionali.
- di Chiara Piotto

Domani riunione degli ambasciatori Ue per fare il punto

I rappresentanti permanenti dei 27 Stati Ue si riuniranno domattina alle 9 per discutere degli ultimi sviluppi della Brexit. L'incontro era già previsto da ieri e avrebbe dovuto gestire i passi successivi al voto a Londra sul nuovo accordo di recesso negoziato da Boris Johnson. Ma dopo l'ok alla Camera dei Comuni all'emendamento che chiede un rinvio, la Ue aspetta ora di conoscere da Londra i prossimi passi, e questi saranno al centro del confronto di domani degli ambasciatori. Anche il Parlamento Ue, che avrebbe dovuto ratificare l'accordo la prossima settimana, resta in attesa.
- di Chiara Piotto

Sui social foto e video dal corteo no-Brexit a Londra

- di Chiara Piotto

Sindaco Londra esulta per rinvio del deal

Reazioni positive fra i manifestanti anti Brexit radunati a migliaia di fronte a Westminster, a conclusione della grande marcia odierna in favore di un referendum bis, all'annuncio del sì dei deputati all'emendamento che ha rinviato il voto sull'accordo di divorzio dall'Ue. Il sindaco laburista di Londra, Sadiq Khan, uno degli oratori della manifestazione, ha detto che l'approvazione dell'emendamento "è benvenuta". Ha poi auspicato che l'accordo di Boris Johnson, "un cattivo accordo" nelle sue parole, sia ora definitivamente "stroncato" dal Parlamento. Khan ha inoltre intimato al premier di "rispettare la legge" anti-no deal e di chiedere a questo punto all'Ue un rinvio della Brexit oltre il 31 ottobre. 
- di Chiara Piotto

Eliseo: "Rinviare Brexit non conviene a nessuno"

Un ulteriore rinvio della Brexit "non è nell'interesse di nessuno". E' quanto dichiara la presidenza francese, commentando l'ultimo voto a Westminster con cui si favorisce il rinvio del divorzio dall'Ue. 
- di Chiara Piotto

Parlamento Ue esaminerà lunedì esito voto Westminster

Il gruppo direttivo sulla Brexit del Parlamento europeo esaminerà lunedì l'esito del voto odierno sull'emendamento Letwin. Lo dice il coordinatore del gruppo su Brexit dell'Eurocamera, Guy Verhofstadt. "Qualunque cosa accada dopo, i cortei fuori dal Parlamento
mostrano quanto sia importante una stretta relazione futura tra Ue e Regno Unito", ha aggiunto. 
- di Chiara Piotto
- di Redazione Sky Tg24

Corbyn: "Johnson deve rispettare legge per rinvio"

Il premier britannico, Boris Johnson, "ora deve rispettare la legge" che prevede un rinvio della Brexit. Lo ha dichiarato il leader dei laburisti, Jeremy Corbyn che sollecita il premier conservatore a "riflettere molto attentamente" sul suo rifiuto di chiedere una prorogo del periodo di negoziazione sulla base dell'articolo 50. "Riteniamo che alla fine il popolo debba avere l'ultima parola sulla Brexit", ha aggiunto confermando l'intenzione di chiedere un referendum sull'accordo raggiunto tra Johnson e Bruxelles.
 
- di Redazione Sky Tg24

Johnson: "Non negozierò un rinvio con l'Ue"

Il premier britannico, Boris Johnson, tira dritto verso la Brexit nonostante l'approvazione a Westminster dell'accordo che gli chiede in sostanza un rinvio. "Non negozierò un rinvio con l'Ue e la legge non mi obbliga a farlo", ha spiegato il premier dopo il voto. "La cosa migliore è uscire il 31 ottobre".
- di Redazione Sky Tg24

Westminster rinvia la Brexit 

 
L'emendamento, promosso dal dissidente Tory, Oliver Letwin - che afferma di essere favorevole all'accordo raggiunto dal premier Boris Johnson con l'Ue, ma di voler essere sicuro di evitare ogni rischio di no deal "per errore" - ha avuto il sostegno trasversale di altri 'ribelli' conservatori, degli unionisti nord-irlandesi del Dup e della gran parte dei deputati dei partiti di opposizione. Ha ottenuto 322 si' contro 306 no. Esso di fatto mira a imporre una nuova proroga della Brexit: suggerendo la sospensione della ratifica del deal fino all'approvazione di tutta la legislazione connessa, se necessario anche oltre la scadenza del 31 ottobre, contro il volere di Johnson. 
- di Redazione Sky Tg24

Il Parlamento approva emendamento Letwin per rinvio del voto

 
Westminster ha fermato il premier britannico Boris Johnson: la maggioranza (322) ha votato a favore dell'emendamento Letwin (306 i contrari) che obbliga il Parlamento a discutere e votare prima le leggi attuative dell'accordo raggiunto prima del voto finale sull'accordo.
Johnson dovrebbe quindi chiedere un rinvio di Brexit, in programma il 31 ottobre.
- di Redazione Sky Tg24

Stop a Johnson, Westminster rinvia la Brexit 


Passa l'emendamento che impone slittamento del voto sul deal
   
- di Redazione Sky Tg24

May sostiene accordo Johnson

 
L'ex premier britannica, Theresa May, appoggia l'accordo raggiunto tra l'attuale premier, Boris Johnson, e l'Ue per la Brexit. Nel suo intervento a Westminster ha invitato i parlamentari a fare lo stesso. "Tutti coloro che vogliono evitare una Brexit senza accordo devono
votare a favore", ha dichiarato. L'ex premier, che ha rassegnato le dimissioni dopo che il Parlamento ha respinto per tre volte l'accordo da lei raggiunto con Bruxelles, ha sottolineato che i cittadini e le imprese britanniche devono porre fine all'incertezza del processo "Brexit. Gli investitori vogliono essere in grado di investire nel Regno Unito, vogliono sapere che questo Paese sta andando avanti", ha affermato May, che ha sottolineato la necessità di soddisfare i risultati del referendum di giugno 2016, in cui il 51,9% dei votanti ha scelto di lasciare l'Ue.
- di Redazione Sky Tg24

Dup a favore dell'emendamento Letwin per il rinvio

 
 Il Partito unionista democratico (Dup) nord-irlandese voterà a favore dell'emendamento Letwin che prevede il rinvio del voto sull'accordo raggiunto dal premier, Boris Johnson, con Bruxelles a dopo l'approvazione dei decreti attuativi. 
- di Redazione Sky Tg24

Organizzazione della marcia: siamo un milione

Gli organizzatori della marcia in corso a Londra in favore di un secondo referendum sulla Brexit affermano di aver portato in piazza "un milione di persone". La stima non ha conferme di fonte indipendente e rispecchia il numero che i promotori avevano rivendicato anche in una precedente occasione. 

- di Redazione Sky Tg24

Il premier Johnson: dobbiamo tenere unito il Paese

 
 
 
- di Redazione Sky Tg24

Le tappe della Brexit

 
 
- di Daniele Troilo

Migliaia in piazza a Londra, "restiamo nella Ue"

 
Migliaia di cittadini britannici contrari alla Brexit si stanno radunando nel centro di Londra per chiedere che il Regno Unito resti a far parte dell'Unione Europea. Il programma è convergere davanti al parlamento dove si vota oggi sull'accordo per l'uscita voluto dal premier Boris Johnson. Molti dei manifestanti espongono cartelli per chiedono di fermare il processo di divorzio da Bruxelles. 
 
 
- di Redazione Sky TG24