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Strage Prefettura Parigi, il killer era un radicalizzato che ha ucciso per la Jihad

i titoli delle 18 di sky tg24 del 6 ottobre 2019

3' di lettura

Nell'attacco del 3 ottobre hanno perso la vita 4 persone. Dalle indagini dell'antiterrorismo è emerso che Michael Harpon, l'uomo che ha accoltellato i colleghi, era un musulmano radicalizzato che da 20 anni lavorava ai delicati servizi informatici dei "renseignements"

Michael Harpon, l’uomo che il 3 ottobre ha compiuto una strage uccidendo quattro colleghi nella sede della Préfecture de Police a Parigi, era un musulmano radializzato che ha ucciso per la jihad (FOTO - PARLA LA MOGLIE DELL’OMICIDA). È quanto emerso dalle indagini della procura antiterrorismo. Bufera sul ministro dell'Interno francese, Christophe Castaner, che dopo l'attacco aveva escluso la pista terroristica. La destra e l'estrema destra chiedono le dimissioni del ministro.

Chi era Michael Harpon 

Dalle indagini è emerso che Michael Harpon era un musulmano vicino ai salafiti, ma si era radicalizzato. Da 20 anni lavorava ai delicatissimi servizi informatici dei "renseignements". Da quando si era convertito all'Islam, dieci anni fa, le sue abitudini erano cambiate. Era anche stato segnalato alle autorità per aver difeso gli assassini di Charlie Hebdo. Un'altra denuncia, che non ebbe conseguenze sulla sua posizione all'interno della prefettura, è del 2009 per violenze coniugali proprio prima di convertirsi all'Islam. Eppure, ha continuato indisturbato il suo percorso nel cuore della sicurezza della Francia, con un badge che gli consentiva di accedere alle informazioni top secret. 

Il procuratore: "Aderiva a una visione radicale dell'Islam"

Il procuratore Jean-Francois Ricard ha ammesso che Harpon "aderiva a una visione radicale dell'Islam" ed era in contatto con individui "del movimento islamico salafita". L'uomo si abbandonava a "certi abusi commessi in nome della religione" islamica, il "suo desiderio di non avere più alcuni contatti con le donne", la sua "giustificazione" degli attentati contro Charlie Hebdo nel 2015. Harpon aveva cambiato abitudini da mesi, non vestiva più all'occidentale, andava tutte le mattine all'alba alla moschea in abiti "tradizionali". E lo vedevano i vicini di casa, molti dei quali poliziotti.

La strage nella prefettura

Il 3 ottobre Harpon, armato di un pugnale in ceramica, ha accoltellato tre agenti e una funzionaria prima di essere neutralizzato e ucciso dagli altri agenti presenti nella prefettura di Parigi. L'uomo ha prima colpito una poliziotta vicino al suo ufficio, poi un secondo agente nel suo ufficio, un altro sulle scale e un altro nel cortile. La notte precedente, Harpon aveva detto alla moglie, musulmana di origini arabe, di aver avuto le "visioni", di aver sentito le "voci" e poi ha annunciato di aver comprato i coltelli per compiere la strage. "Segui il nostro amato profeta Maometto e medita il Corano", sarebbero state le ultime parole dette alla consorte, un'ora prima di uccidere i colleghi.

Le reazioni della politica francese

Sulla strage il capogruppo dei deputati Républicain e aspirante leader del partito, Christian Jacob, ha già annunciato che chiederà una commissione d'inchesta parlamentare definendo la vicenda "gravissima". Il caso, ha aggiunto, "intacca la sicurezza, l'efficacia dei nostri servizi". Anche l'ex presidente Nicolas Sarkozy ha affermato che "bisognerà capire perché e come sia possibile una cosa del genere", mentre Marine Le Pen, presidente del Rassemblement National, parla di "scandalo di Stato": "Il caso è particolarmente grave - ha detto - le disfunzioni sono serissime. Per questo, a nome dei deputati del Rn, chiedo l'apertura immediata di un'inchiesta".

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