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Centrale nucleare galleggiante russa salpa per l'Artico. Critiche da ambientalisti. VIDEO

2' di lettura

La struttura, la prima di questo genere, parte oggi da Murmansk e intraprenderà un viaggio di circa 5mila chilometri. A destinazione fornirà energia ad abitazioni e impianti industriali e minerari. Critiche degli ambientalisti

Un viaggio di 5mila chilometri, da Ovest a Est, lungo tutto l’Artico russo. È questa la tratta che verrà affrontata dalla Akademik Lomonosov, la prima centrale atomica galleggiante, che parte oggi da Murmansk per Pevek. Una volta a destinazione, nell'estremo Nord-Est della Russia, la struttura fornirà energia ad abitazioni e impianti industriali e minerari. Ma la missione ha suscitato le critiche degli ambientalisti che hanno paura che la centrale possa trasformarsi in una "Chernobyl galleggiante".

Le critiche per i costi troppo alti e le paure legate all'ambiente

La Akademik Lomonosov è un colosso di 21.500 tonnellate, è lunga 144 metri e larga 30. Ha due reattori da 35 megawatt ciascuno. Il progetto punta a rendere possibili le forniture di energia a luoghi remoti, ma alcuni esperti ritengono che il suo costo sia troppo alto. Molte anche le preoccupazioni sulla centrale galleggiante legate all'ambiente. L’agenzia atomica russa Rosatom, però, ha fatto sapere che ritiene la Akademik Lomonosov estremamente sicura. Gli ambientalisti, invece, non sono d'accordo: temono che centrali nucleari di questo tipo siano vulnerabili in caso di disastri naturali, ma anche che possano essere vendute a Paesi con standard di sicurezza piuttosto bassi, come alcuni Stati dell'Asia, dell'Africa e dell'America Latina che sarebbero già interessati al progetto.

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