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Il monito di Papa Francesco ai politici: "Mai seminare odio e paura"

4' di lettura

Il Pontefice di ritorno dalla Romania risponde a tutto campo. Ai giornalisti dice: “Pregate per l’Europa”. Glissa alla domanda sull'uso di simboli religiosi in campagna elettorale: “Non capisco la politica italiana, devo studiare”, ed elogia il premier Conte 

La politica italiana è complicata, "lo confesso, non la capisco, devo studiare" (VIDEO). Papa Francesco “dribbla” simpaticamente così alla domanda sull'utilizzo dei simboli religiosi nell'ultima campagna elettorale, quella per le Elezioni Europee, e dice che sarebbe "imprudente, da parte mia, senza informazioni" esprimere commenti. Ma aggiunge: "Io prego per tutti, perché l'Italia vada avanti, gli italiani si uniscano e siano leali". Il Papa, nel volo pur breve di ritorno dalla Romania, risponde a tutto campo nel corso della conferenza stampa coi giornalisti. La politica in generale non fa il bene della gente, sottolinea Francesco "quando semina odio e paure" (VIDEO), aggiungendo che "la malattia della politica è la corruzione", un problema "universale". "Non fatemi dire domani che la politica italiana è corrotta, no", il rischio riguarda tutti e "non fatemi dire cose che non dico", ribadisce.

Elogia il premier Conte

A chi gli chiede se davvero abbia mai rifiutato di incontrare il vicepremier italiano Matteo Salvini, come trapelato da qualche indiscrezione, il Papa chiarisce: "non ha chiesto un'udienza", né lui né altri vicepremier o ministri. Elogia invece il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte (VIDEO): ha chiesto un'udienza "ed è stata data come indica il protocollo". Quella con Conte "è stata una bella udienza, un'ora e più. È un uomo intelligente, un professore, sa di cosa parla". Poi ha ricordato anche di avere visto più volte il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Pregate per l’Europa”

Dall'Italia allo sguardo politico sull'Europa: "Pregate per l'Europa se siete credenti (VIDEO) - ha detto ai giornalisti nella conferenza stampa sul volo di ritorno dalla Romania - e ai non credenti dico: auguratevi buona volontà e il desiderio che l'Europa torni ad essere il sogno dei padri fondatori".

Torna a palare di migranti: "Serve un appello per la solidarietà mondiale"

Il Papa torna anche sulla questione dei migranti, avendo appena lasciato la Romania che vive sulla pelle questo problema da anni. E sottolinea che lasciano il loro Paese "non per turismo ma per necessità". Ed è qui che pronuncia, per la prima volta in questo viaggio in un Paese dell'ex 'cortina di ferro', anche la parola "comunismo" per dire quello che è successo all'economia della Romania dopo la caduta del regime. E serve "un appello per la solidarietà mondiale", aggiunge.

L’affetto per Benedetto XVI

Infine torna a parlare con grande affetto di Benedetto XVI. "Ogni volta che vado a trovarlo lo sento così", come un nonno, "gli prendo la mano e lo faccio parlare. Lui parla poco e adagio ma parla sempre. Il problema di Benedetto sono le ginocchia, non la testa. È lucidissimo". "Con lui mi sento forte, sento il succo delle radici e che la tradizione della Chiesa non è una cosa da museo ma un succo per crescere", ha aggiunto Bergoglio spazzando via con queste parole tutte le polemiche sul documento del Papa emerito sulla pedofilia che, secondo alcuni osservatori, non era totalmente in linea con le scelte di Francesco.

Lo storico mea culpa ai rom: “Perdono per le discriminazioni”

Solo qualche ora prima Papa Francesco aveva pronunciato, nel corso della sua visita apostolica in Romania, lo storico mea culpa rivolto ai rom: "Chiedo perdono - in nome della Chiesa al Signore e a voi - per quando, nel corso della storia, vi abbiamo discriminato, maltrattato o guardato in maniera sbagliata, con lo sguardo di Caino invece che con quello di Abele, e non siamo stati capaci di riconoscervi, apprezzarvi e difendervi nella vostra peculiarità". Proprio sull’argomento rom, in Italia, in occasione della Festa della Repubblicasi è accesa la polemica fra il presidente della Camera, Roberto Fico, e il ministro dell'Interno Matteo Salvini. "Oggi è la festa di tutti quelli che si trovano sul nostro territorio, è dedicata ai migranti, ai rom, ai sinti, che sono qui ed hanno gli stessi diritti", ha detto Fico. Secca la replica del ministro dell'Interno: "Io dedico la festa alle nostre donne e uomini in divisa”, ha scritto Salvini in un tweet. E poi: "Le parole di Fico mi fanno girare le scatole e sono un torto a chi ha sfilato oggi. C'è gente che rischia la vita per gli italiani. Di legalità ce n'è poca nei campi rom".

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