Albania, i deputati dell’opposizione si dimettono in blocco

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Dopo le proteste di sabato scorso in piazza contro il governo del premier socialista Edi Rama, il gruppo parlamentare del Partito democratico, formazione di centrodestra, ha annunciato che non farà più parte dell’Assemblea Nazionale

Caos in Albania: dopo che sabato scorso l'opposizione è scesa in piazza (FOTO) contro il governo del premier socialista Edi Rama, accusato di corruzione, oggi i deputati del Partito democratico si sono dimessi in blocco. La decisione della principale formazione di centrodestra guidata da Lulzim Basha è stata presa all’unanimità dai 43 deputati del gruppo parlamentare, (il parlamento albanese è composto di 140 seggi), che hanno cosi accolto la proposta avanzata ieri sera da Basha, dichiarando di non fare più parte dell'Assemblea nazionale.

Ancora incerta la posizione del Movimento socialista per l’integrazione

La mossa radicale "è a sostegno di una soluzione politica per un governo transitorio, il quale dovrebbe intraprendere i necessari passi per garantire elezioni anticipate in rispetto agli standard internazionali", ha spiegato Basha al termine di una lunga riunione del suo gruppo parlamentare. Ancora incerta la posizione del Movimento socialista per l'integrazione, (Lsi) il quale conta 18 deputati, il secondo più grande gruppo parlamentare dell'opposizione. La maggioranza del premier socialista Edi Rama, con 78 seggi, sembra al momento non preoccuparsi. Secondo i media albanesi, durante la riunione di oggi del suo gruppo parlamentare, Rama avrebbe chiesto ai suoi di proseguire normalmente i preparativi per le amministrative di fine giugno. Il prossimo giovedì, l'opposizione ha annunciato l'organizzazione di una nuova protesta di piazza.

Cosa contesta l’opposizione

Edi Rama, 54 anni, premier dal 2013 e il cui partito socialista ha vinto le elezioni generali del 2017 con una maggioranza schiacciante, è accusato dall'opposizione di corruzione, ovvero di aver comprato i voti con il denaro della criminalità organizzata e di guidare il Paese in spregio alle regole del diritto. Ma sono contestate anche le sue politiche economiche, in un Paese dove la povertà è diffusa. La decisione di lasciare il Parlamento avviene a seguito della violenta manifestazione dell'opposizione, lo scorso sabato, davanti al palazzo di governo, che ha visto ripetuti scontri fra gruppi di manifestanti che hanno assaltato a più riprese il palazzo di governo e le forze dell'ordine che hanno risposto con gli idranti e i lacrimogeni.

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