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Il Papa alla Fao: "La fame non abbia presente né futuro. Solo passato"

3' di lettura

Il Pontefice, dalla sede di Roma, dove partecipa alla cerimonia d’apertura del Consiglio Ifad, ha sollecitato l’intervento della comunità internazionale per risolvere il problema a livello globale. Presente il premier Conte: "Dovere morale prima che politico"

"Essere determinati in questa lotta è fondamentale perché possiamo finalmente ascoltare - non come uno slogan ma come una verità -: 'La fame non ha presente né futuro. Solo passato'". Queste le parole di Papa Francesco dalla sede Fao di Roma, durante la cerimonia d’apertura della 42esima Sessione del Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (Ifad). Presente anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte: "Sconfiggere la schiavitù della fame è un dovere morale, prima che un dovere politico".

Papa Francesco: "Necessario aiuto della comunità internazionale"

Secondo Papa Francesco, per risolvere il problema della fame "è necessario l'aiuto della comunità internazionale, della società civile e di coloro che possiedono risorse". "Le responsabilità - ha aggiunto il Pontefice - non si sfuggono, passandole dall'uno all'altro, ma vanno assunte perché offrano soluzioni concrete e reali". 

Papa Francesco: "Obiettivi raggiungibili con lo sviluppo rurale"

Nel suo discorso, il Papa ha successivamente ricordato come "la comunità internazionale, che ha sviluppato l'Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile, ha bisogno di fare ulteriori passi avanti per il vero raggiungimento dei 17 obiettivi che la compongono". A questo proposito, ha sottolineato Jorge Bergoglio, "il contributo dell'Ifad è essenziale per essere in grado di soddisfare i primi due obiettivi dell'Agenda, quelli riferiti allo sradicamento della povertà, la lotta contro la fame e la promozione della sovranità alimentare". Secondo il Pontefice, però, "tutto ciò non sarà possibile senza lo sviluppo rurale, uno sviluppo di cui si parla da molto tempo ma che non arriva a concretizzarsi". "Ed è paradossale - ha aggiunto - che una buona parte del più di 820 milioni di persone che soffrono la fame e la malnutrizione nel mondo vive nelle zone rurali, si dedicano alla produzione di cibo e sono contadini. Questo è paradossale. Inoltre, l'esodo dalla campagna alla città è una tendenza globale che non possiamo ignorare". Poi sulla tecnologia: "È necessario scommettere sull'innovazione, sulla capacità di impresa, sul protagonismo degli attori locali e sull'efficienza dei processi produttivi per realizzare la trasformazione rurale al fine di sradicare la malnutrizione e sviluppare in maniera sostenibile il contadino medio".

Conte: "L’Italia farà la sua parte"

Insieme a Papa Francesco, alla cerimonia d’apertura a Roma c’era anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: "L'Italia continuerà a fare sempre la sua parte", ha detto riferendosi alla lotta contro la fame. "Ringrazio il Santo Padre a nome del governo italiano per aver valorizzato, con la sua presenza, l'impegno delle agenzie nei loro sforzi per l'obiettivo di 'fame zero'", ha concluso il premier.

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