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Caos in Venezuela, leader opposizione Guaidò si proclama presidente. Maduro non si arrende

2' di lettura

Dalla parte del presidente si schierano Erdogan, Siria, Iran, Cina e Cuba. Guaidò ha invece l'appoggio degli Usa, dell'Ue e di molti Paesi dell'America Latina. L'Onu tenta la via diplomatica

Tensioni alle stelle in Venezuela dove il leader dell'opposizione, Juan Guaidò, si è autoproclamato presidente ad interim con il sostegno degli Usa, del Canada e di molti stati sudamericani, Brasile e Colombia compresi. Il presidente Nicolas Maduro (CHI È), al timone del Paese dal 2013, non si arrende: parla di colpo di Stato e chiama il popolo alla mobilitazione, dopo aver intimato agli Stati Uniti di richiamare il proprio personale diplomatico entro 72 ore. Maduro si è insediato per il suo secondo mandato lo scorso 10 gennaio, dopo un'elezione ampiamente boicottata e definita "una farsa" da molti governi stranieri.

Guaidò presidente

Durante un comizio a Caracas, dove sono accorsi migliaia di sostenitori, il 35enne Guaidò ha accusato Maduro di essere "un usurpatore" e ha promesso di istituire un governo di transizione volto a salvare la nazione dal collasso economico.

Maduro: colpo di Stato

Durante un intervento in tv dal palazzo presidenziale, Maduro ha accusato l'opposizione di tentato colpo di Stato con il sostegno degli americani, indicando che l'esercito -  cruciale per legittimare un cambio di potere - è con lui. Cuba ha teso la mano a Maduro, "contro l'imperialismo americano" mentre Trump, avvertendo che "tutte le opzioni sono sul tavolo", si è rifiutato di richiamare i propri diplomatici, dichiarando Maduro un leader illegittimo.

Il presidente deposto, che ha già esautorato i poteri del parlamento, potrebbe dichiararne le scioglimento, arrestare Guaidò e scatenare una violenta repressione contro gli oppositori. "So che ci saranno conseguenze - ha detto Guaidò ieri ai sostenitori - per riuscire a compiere questa missione e ristabilire la Costituzione occorre il consenso di tutti i venezuelani".

Morti in piazza

Negli ultimi due giorni di scontri con le forze dell'ordine, sono almeno 16 i morti contati dagli attivisti per i diritti umani mentre 59 persone sono state arrestate (LE FOTO). Nella città meridionale di Puerto Ordaz, i manifestanti, con gesto dalla forte valenza simbolica, hanno distrutto la statua del defunto storico predecessore di Maduro, Hugo Chavez, presidente del Venezuela dal 1999 al 2013. Negli ultimi 5 anni sono oltre 3 milioni i venezuelani fuggiti all'estero.

Data ultima modifica 24 gennaio 2019 ore 15:06

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