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Usa, governo denuncia Oracle per discriminazione su donne e minoranze

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2' di lettura

Il dipartimento del lavoro ha deciso di agire contro il colosso della Silicon Valley che negli ultimi 4 anni su circa 500 assunti per lavori tecnici ha ingaggiato solo 5 ispanici e 6 neri. L'azienda replica: "Causa senza fondamento, statistiche raccolte selettivamente"

Il dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti ha denunciato Oracle, colosso della Silicon Valley, per una diffusa discriminazione verso le donne e le minoranze etniche, con una crescente esclusione di neri e ispanici e una perdita di 400 milioni di dollari legata a differenze di stipendio. La decisione del governo va ad aggiungersi a una precedente class action intentata da 4200 lavoratrici per discriminazioni retributive. Oracle replica: "È una causa che riteniamo priva di fondamento, si basa su statistiche raccolte selettivamente". E garantisce: "Siamo impegnati per la parità di trattamento".

Su 500 assunti solo 5 ispanici e 6 neri

Secondo il Guardian, su circa 500 assunti per lavori tecnici negli ultimi 4 anni, la società ha ingaggiato solo 5 ispanici e 6 neri. Inoltre sono stati sottopagati 11mila dipendenti asiatici, con disparità salariali dell'8%, e 5mila donne, con un gap del 20%. Oracle fornisce servizi di cloud computing a livello mondiale e ha contratti con il governo federale per oltre 100 milioni di dollari l'anno: questo significa che, come Google, à soggetta alla legge anti-discriminazione e ai controlli del dipartimento del lavoro.

La replica di Oracle

Secondo Oracle la causa è basata "su accuse non vere e su un procedimento gravemente viziato all'interno dell'Ofccp (Office of federal contract compliance programs), che si basa su statistiche raccolte selettivamente, piuttosto che sulla realtà", afferma Dorian Daley, vicepresidente e direttrice degli Affari legali di Oracle. "Siamo in forte disaccordo con le accuse pretestuose e continueremo nel procedimento per dimostrarne l'infondatezza. Rispettiamo i nostri obblighi normativi, siamo impegnati per la parità di trattamento e orgogliosi dei nostri dipendenti", conclude Daley.

Data ultima modifica 25 gennaio 2019 ore 14:49

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