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Migrante di 14 anni annegato con pagella cucita in tasca, storia del 2015 diventa virale

I titoli di sky tg24 delle ore 17 del 17 gennaio

2' di lettura

La vicenda risale al naufragio nel Mediterraneo del 18 aprile 2015. Torna sui social dopo il racconto del medico legale Cristina Cattaneo, in un’intervista pubblicata da Il Foglio, e la vignetta di Makkox su Twitter

Affogato nel mar Mediterraneo a quattordici anni, con la pagella dei voti scolastici cuciti in una tasca, mentre stava cercando di arrivare in Europa a bordo di un barcone. E' la storia di un adolescente migrante del Mali, diventata ora virale in Rete. La vicenda risale al 18 aprile 2015 e il ragazzo è una delle 1100 persone che persero la vita durante il più grande naufragio nel Mar Mediterraneo dalla Seconda Guerra Mondiale. In questi giorni la notizia è tornata in primo piano sui social e sui media grazie al racconto di Cristina Cattaneo, il medico legale che negli ultimi anni si è occupata di riconoscere i corpi dei migranti annegati in mare, che ne ha parlato durante un’intervista a Il Foglio.

Il naufragio del barcone nel 2015

Il 14enne, dal Mali, si era imbarcato su una barca salpata dalla Libia. Il mezzo, il 18 aprile 2015, si ribaltò e i soccorsi non riuscirono ad arrivare in tempo. Inizialmente si parlò di 800 cadaveri in mare, solo nelle ultime settimane si è saputo che il numero, invece, è probabilmente più alto e si aggirerebbe intorno ai 1100. Del ragazzo con la pagella cucita in tasca non si conosce il nome, solo l’età. Avrebbe deciso di portare con sé i propri voti forse per dimostrare, una volta approdato in Europa, che era un bravo studente.

Il racconto diventato virale a tre anni di distanza

Della storia del giovane migrante avevano già parlato varie testate nel corso degli anni, ma negli ultimi giorni il racconto è tornato a circolare dopo la pubblicazione dell’intervista de Il Foglio al medico legale Cristina Cattaneo e a una vignetta di Makkox rilanciata su Twitter. Al quotidiano, Cattaneo ha parlato del suo libro “Naufraghi senza volto”, nel quale racconta il lavoro svolto sui corpi ritrovati nel peschereccio affondato nel 2015. Oltre alla vicenda della pagella, ci sono tanti altri dettagli sugli oggetti ritrovati sui corpi, dalle cuffiette ai medicinali fino a sacchetti di terra che varie persone in viaggio sul barcone portavano con sé, forse per ricordarsi della loro terra d’origine.

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