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India, due donne violano il divieto di entrare nel tempio indù: proteste nel Kerala

Un'immagine delle proteste nel Kerala dopo l'ingresso delle due donne nel tempio di Sabarimala. Alcuni manifestanti hanno bruciato effigi del primo ministro del Kerala Pinarayi Vijayan (Foto: Ansa)
3' di lettura

L'ingresso nei luoghi di culto è stato di recente concesso a tutta la popolazione da una sentenza della Corte Suprema. I tradizionalisti, però, continuano a opporsi, anche con la violenza

Sono scoppiati scontri e violenze in tutto il Kerala, Stato meridionale dell'India, dopo l'ingresso di due donne nel tempio indù di Sabarimala. Si è trattato di una storica prima volta, dopo la sentenza della Corte Suprema che a settembre aveva in parte abolito il tradizionale divieto.

La prima volta per le donne

La polizia ha dovuto usare gas lacrimogeni, granate stordenti e idranti per sedare i disordini. Le proteste sono scoppiate all'indomani della gigantesca catena umana di 500 chilometri formata da migliaia di donne in Kerala per rivendicare l'uguaglianza di genere contro chi le vuole tenere in ostaggio nel nome della tradizione. All'alba due donne indiane sono riuscite a entrare in uno dei più sacri templi indù, quello di Sabarimala nel Kerala: sono state le prime a compiere lo storico passo dopo che la Corte Suprema aveva cancellato il divieto di ingresso alle donne tra i 10 ei 50 anni, perché considerate impure. Bindu Ammini e Kanaka Durga sono entrate scortate da alcuni agenti di polizia, molti in borghese, in mezzo a una folla ostile e rumorosa. Quando sono uscite, i custodi, convinti evidentemente che il tempo fosse stato "contaminato", lo hanno chiuso per un'ora per compiere "rituali di purificazione".

Disordini nel Kerala

"Non siamo entrate dai 18 scaloni sacri, ma dall'entrata del personale", ha lamentato una delle due, ora sotto protezione. Le donne sono riuscite a evitare all'uscita i fanatici tradizionalisti, ma le proteste sono scoppiate poco dopo in tutto il Kerala. Violenti scontri sono avvenuti anche di fronte al Parlamento statale a Thiruvananthapuram, la capitale dello Stato, con decine di donne tradizionaliste che hanno chiesto le dimissioni del capo del governo, Pinarayi Vijayan, che aveva definito il gesto "un momento storico". Negli ultimi mesi decine di donne avevano tentato senza successo di compiere il pellegrinaggio al tempio di Ayyappa, il dio indù rimasto celibe, ma non c'erano riuscite, bloccate da fedeli e anche attivisti dei gruppi di estrema destra.  

Donne considerate "impure"

In una società conservatrice e patriarcale come quella indiana, le donne con le mestruazioni sono ancora considerate impure. E la maggior parte dei templi indù non permette loro di entrare quando hanno le mestruazioni. Sabarimala però era uno dei pochi santuari a vietare completamente l'ingresso a tutte le donne tra la pubertà e la menopausa. La decisione della Corte Suprema aveva scatenato proteste per settimane, non solo dei fedeli tradizionalisti e del ramo regionale del partito nazionalista del premier Bjp, Narendra Modi, ma anche dei sostenitori del Partito del Congresso. Adesso i vertici del Bjp hanno annunciato due giorni di manifestazioni in Kerala, Stato guidato da da un'alleanza di sinistra.

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