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Carovana di migranti, bimba di 7 anni muore disidratata al confine con gli Usa

3' di lettura

Secondo il Washington Post la piccola arrivava dal Guatemala. L’episodio potrebbe riaccendere le polemiche sul trattamento dei migranti al confine e sui centri di accoglienza

Una bambina di 7 anni, che arrivava dal Guatemala, è morta la scorsa settimana al confine tra il Messico e gli Usa a causa della stanchezza e della disidratazione. La notizia è riportata dal Washington Post che scrive che la piccola era da poco stata presa in custodia dal Border Patrol, la polizia di frontiera americana. Secondo la ricostruzione, con lei c'erano anche il padre e un grande numero di migranti che stavano attraversando il deserto del New Messico. L'episodio ha riportato all'attenzione la situazione dei centri di accoglienza sempre più pieni di persone in cerca di asilo negli Stati Uniti ed è probabile che, a seguito della tragedia, saranno intensificati i controlli delle condizioni di detenzione nelle stazioni di pattuglia di frontiera.

"La bambina non avrebbe bevuto acqua per diversi giorni"

Il 6 dicembre, alle 10 di sera, la piccola e suo padre erano stati presi in custodia a Sud di Lordsburg, nel New Messico, insieme ad altri 163 migranti. Circa otto ore dopo, la bimba avrebbe iniziato ad avere delle convulsioni e febbre alta e, dalle dichiarazioni della polizia di frontiera, la piccola "non avrebbe mangiato e bevuto acqua per vari giorni". Portata in elicottero nell'ospedale di Providence a El Paso, la bambina è andata in arresto cardiaco ed è morta circa 24 ore dopo il ricovero. Solitamente gli agenti del Border Patrol assicurano sempre cibo e bevande ai migranti presi in custodia, ma non è ancora chiaro se la piccola li avesse ricevuti quando è arrivata giovedì scorso e neanche se le fosse stato fatto un esame medico. Intanto il portavoce del Custom Border Patrol, Andrew Meehan, ha espresso le condoglianze alla famiglia: "Gli agenti della pattuglia di frontiera hanno fatto tutto il possibile per salvare la vita della bambina. Come padri e madri, fratelli e sorelle, proviamo empatia per la perdita di qualsiasi bimbo".

Aclu: "Mancanza di responsabilità e crudeltà nel Cbp"

Intanto, l'Aclu, l'unione per i diritti civili americani, ha attaccato la guardia di frontiera accusandola di "mancanza di responsabilità e di una cultura di crudeltà all'interno del Custom Border Patrol". In una nota la responsabile del centro Cynthia Pompa ha chiesto maggiori indagini per fare chiarezza sulla vicenda aggiungendo che sia necessaria maggiore trasparenza da parte della polizia di frontiera.

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