Francia, proposta di legge contro le sculacciate divide il Parlamento

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Si discute oggi un’iniziativa che intende vietare le punizioni corporali, verbali e psicologiche contro i bambini. A favore, il partito Movimento Democratico e altri. Contrarie la destra e l’estrema destra che parlano di “attentato alla libertà dei genitori”

Il Parlamento francese si divide su una proposta di legge per vietare le punizioni corporali sui bambini. La proposta, presentata dal partito centrista Movimento Democratico e sostenuta da La Republique en Marche del presidente Emmanuel Macron, dal governo e da altri gruppi parlamentari, arriva oggi in Aula e fa discutere il Paese. Secondo i promotori, è arrivato il momento di vietare per legge “la violenza fisica, verbale o psicologica, le punizioni corporali o l’umiliazione” contro i bambini. I detrattori della proposta, invece, parlano di un “attentato alla libertà dei genitori”.

Destra e estrema destra contrarie

Sculacciate, spinte e schiaffi, oltre a offese e insulti, sono definite “violenze educative ordinarie” (per differenziarle dai veri e propri maltrattamenti) e sarebbero dunque vietate per legge. Una mossa che la destra e l’estrema destra hanno definito “ridicola”. Questi partiti, inoltre, hanno ricordato con ironia come proprio il fondatore del partito promotore, Francois Bayrou, abbia schiaffeggiato un bambino durante le presidenziali del 2002, aprendo una polemica durata anni.

Chi è a favore

Il partito promotore MoDem chiede al governo uno studio sul tema prima di settembre 2019 per valutare nel dettaglio le conseguenze di questa pratica sulla salute fisica e mentale dei bambini. La proposta di legge è sostenuta da giuristi, organizzazioni della società civile e dal Difensore dei diritti Jacques Toubon, che auspica "un segnale politico forte per cambiare le mentalità", con un diritto a essere puniti fisicamente ereditato dal Novecento ma che non ha alcuna corrispondenza nel diritto penale francese.

Un tema dibattuto da anni

Quello delle punizioni corporali ai bambini è un tema al centro del dibattito in Francia da anni e non è la prima volta che una proposta del genere viene avanzata, ma nessuna legge è mai andata a buon fine. Il divieto delle punizioni corporali è stato inserito nella legge "Uguaglianza e cittadinanza", poi censurato nel gennaio 2017 per incongruenza legislativa. Secondo la Fondazione per l'Infanzia, l'85% dei genitori francesi ha fatto ricorso a violenze cosiddette educative e la Francia è stata ripresa su questo tema sia dal Consiglio d’Europa nel 2015 che dal Comitato dell'infanzia dell'Onu l'anno successivo. Se l'attuale legge venisse adottata, la Francia diventerebbe il 55esimo Paese al mondo a vietare formalmente le violenze a scopo “pedagogico”.

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