Dolce & Gabbana banditi dai siti di e-commerce cinesi dopo le critiche per lo spot

2' di lettura

La griffe italiana è finita al centro della bufera per tre video, diffusi sui canali social, ritenuti “razzisti” e “sessisti” dalla Cina. A causa delle numerose polemiche, gli stilisti erano già stati costretti a cancellare la sfilata evento prevista per ieri

Dopo la valanga di critiche che ha investito Dolce&Gabbana in Cina, tanto da far cancellare la loro sfilata-evento a Shanghai, la griffe deve affrontare un altro duro colpo. I prodotti di D&G sono infatti spariti dalle piattaforme cinesi di e-commerce già dalla tarda serata di ieri. Colpevole della situazione è lo spot della maison in cui una modella cinese mangia cibo italiano con le bacchette mentre una voce maschile gioca con dei doppi sensi. I video diffusi sui social sono stati giudicati sessisti e razzisti.

Le piattaforme che boicottano

Il boicottaggio online della griffe è sui tre colossi del settore cinesi Tmall, JD.com e Suning, quelli cross-border NetEase Kaola e Ymatou, e compagnie del luxury e-commerce come Secoo e Vip.com, e Yhd.com. Su Weibo, il Twitter locale, D&G è tra i primi 4 dei principali 5 trending topic già da alcuni giorni, da quando sono iniziate a circolare le critiche nei confronti dello spot. Già ieri erano arrivate le scuse della casa di moda.

Ministero degli Esteri: “Non diventi un caso diplomatico”

"Non è una questione diplomatica e non lascerò che diventi un caso diplomatico". Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang, ha replicato così alla richiesta di un commento circa le polemiche contro Dolce&Gabbana. "Dovreste chiedere alle persone comuni come si pongono rispetto a questa domanda", ha poi aggiunto in conferenza stampa.

Data ultima modifica 22 novembre 2018 ore 10:14

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