Khashoggi, Trump: "Tradito da Riad". Italia valuta stop vendita armi

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Il presidente Usa ha definito il tentativo di Riad di occultare l'uccisione "una delle coperture peggiori della storia". E per la prima volta ipotizza responsabilità del principe saudita. Dopo il rifiuto, arriva ok a polizia turca per ispezionare giardino del consolato

Donald Trump si dice "tradito" da Riad, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman parla di "un crimine odioso che non può essere giustificato", l'Italia valuta lo stop alla vendita di armi all'Arabia saudita. Continuano le indagini e le reazioni sul caso del reporter Jamal Khashoggi, dissidente saudita ucciso nel consolato del Regno a Istanbul, in Turchia (LE TAPPE DEL CASO).

Trump: gestione Riad "fiasco totale"

Il presidente americano ha definito la gestione della vicenda da parte dell’Arabia Saudita "un fiasco totale". “L’uccisione non sarebbe mai dovuta avvenire”, ha proseguito Trump, affermando di sentirsi "tradito" da Riad. Per il tycoon il tentativo di Riad di occultare l'uccisione è "una delle coperture peggiori della storia" e ha annunciato, come ha fatto anche il primo ministro inglese May, che sarà negato o revocato il visto ai 21 sauditi sospettati di essere coinvolti nell'assassinio di Khashoggi. Poi, in un'intervista al Wall Street Journal, Trump ha ipotizzato una responsabilità diretta del principe saudita Mohammad bin Salman: "Se ha un ruolo nella vicenda? Beh, il principe gestisce le cose laggiù - risponde Trump - e quindi se qualcuno dovesse essere responsabile, sarebbe lui".

Il principe ereditario: "Crimine odioso"

A parlare della vicenda è stato anche il principe ereditario Mohammed bin Salman: ha definito l'omicidio del giornalista "un crimine odioso che non può essere giustificato". Poi ha aggiunto che si è trattato di "un incidente molto, molto doloroso per tutti i sauditi e anche per chiunque in tutto il mondo. Non era necessario". Ha anche assicurato che "l'Arabia Saudita applicherà tutte le regole necessarie e indagherà a fondo per ottenere risultati e per portare davanti alla giustizia i responsabili". Arabia Saudita e Turchia, ha aggiunto rivelando che c'è stata un'altra telefonata tra lui e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, lavoreranno assieme nell'inchiesta "per raggiungere risultati".

Italia sta "senz'altro valutando" stop armi a Riad

Intanto, anche l'Italia aspetta i risultati dell'inchiesta. Il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha fatto sapere che il nostro Paese sta "senz'altro valutando" la possibilità di bloccare la fornitura di armi dall'Italia all'Arabia saudita, come ha già fatto la Germania. "Non sono a conoscenza di situazioni specifiche riguardo a forniture in corso. Quindi valuteremo anche la questione alla luce di questo caso", ha aggiunto.

Le parole di Erdogan

Ma cosa sia successo al giornalista saudita non è ancora chiaro. Ieri il presidente turco Erdogan ha contestato la versione di Riad secondo cui il reporter saudita sarebbe stato ucciso da alcuni agenti nel corso di una rissa avvenuta lo scorso due ottobre nel consolato di Istanbul. “E’ stato un selvaggio omicidio premeditato, ha sottolineato il presidente turco, i responsabili vanno processati in Turchia”. Erdogan ha poi reclamato un'indagine indipendente rispetto a quella guidata dal principe saudita Mohammad bin Salman.

Fatto a pezzi nel consolato

E mentre molte società e leader occidentali hanno boicottato la conferenza economica di Riad (nota come la “Davos del deserto”), l’intelligence turca ha fatto trapelare alcuni dettagli sull'uccisione di Khashoggi che sarebbe stato torturato e fatto a pezzi nel consolato. Circostanza che trova conferme nel ritrovamento di parti del corpo del giornalista nel giardino della residenza del console saudita a Istanbul, a poche centinaia di metri dalla sede del consolato dove Khashoggi è stato ucciso. Dopo un iniziale diniego le autorità saudite hanno dato l'autorizzazione alla polizia turca per effettuare un'ispezione nei pozzi del giardino. Secondo l’agenzia Reuters inoltre, Saud al-Qahtani, potente advisor del principe coronato rimosso dall'incarico nel giorno in cui i sauditi hanno ammesso l'uccisione del reporter, si sarebbe collegato via Skype con la stanza del consolato dove veniva tenuto Khashoggi, dicendo: "Portatemi la testa di quel cane".

Data ultima modifica 24 ottobre 2018 ore 20:25

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