Francia, baguette contro bistrot per candidatura a patrimonio Unesco

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Con 32 milioni di pezzi prodotti al giorno in tutto il Paese, il famoso sfilatino sarà candidato in settimana al prestigioso riconoscimento. Si contenderà il titolo con i bistrot e i "bouquinistes", i tradizionali rivenditori di libri lungo le rive della Senna

La Francia si prepara a candidare alcuni simboli della sua cultura al titolo di patrimonio immateriale dell'umanità dell'Unesco. In corsa c'è la baguette, il celebre sfilatino parigino, i bistrot, ma anche i "bouquinistes", i rivenditori di libri che stazionano lungo le rive della Senna.

La candidatura della baguette

A proporre la baguette come patrimonio dell'umanità dell'Unesco è la Confédération nationale de la boulangerie-pâtisserie française, che il 23 settembre ha tenuto a Parigi il suo congresso. Durante l'evento si è chiesto al Conseil di Parigi di esaminare la richiesta per poter ufficialmente presentare la richiesta attraverso il ministero della Cultura.

Gli avversari della baguette

La baguette dovrà vedersela con i bistrot parigini, anch'essi in corsa per un posto tra i beni immateriali dell'Unesco, e i bouquinistes, i tradizionali rivenditori di libri lungo le rive della Senna. Ma, come riporta France Info, Domenique Anract della Confederazione, non li vede come concorrenti. Il settore della panificazione produce 11 miliardi di euro di fatturato, raggruppa 32mila imprese e dà lavoro a 180mila persone, nonostante le numerose difficoltà che l'ascesa delle pasticcerie ha creato al settore.

Il sostegno di Macron

La candidatura della baguette ha già trovato il sostegno delle istituzioni. Come riporta Rtl, il presidente francese Emmanuel Macron a gennaio ha affermato che "la baguette è invidiata dal mondo intero". "Conosco i nostri panettieri – aveva spiegato Macron – hanno visto che i napoletani sono riusciti a far entrare la loro pizza nel patrimonio mondiale dell'Unesco e si sono detti: perché non la baguette? E hanno ragione". Poi ha aggiunto: "La Francia è un Paese di eccellenza nel pane, perché la baguette è invidiata dal mondo intero. Bisogna preservarne l'eccellenza e il savoir faire ed è per questo che bisogna inserirla nel patrimonio. Non solo il nome della baguette ma i suoi ingredienti e il modo di realizzarla". Opinione condivisa anche da Anracht, che ha sottolineato: "La prima cosa che gli stranieri fanno appena passata la frontiera è andare a vedere la Tour Eiffel e mangiare una baguette".

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