Colera, da luglio 55 morti in Niger per un'epidemia

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Lo ha riferito l'Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari, secondo cui i malati sarebbero oltre 2700. L'epicentro dell'epidemia è la regione del Maradi col 98% dei contagi

Tra il 5 luglio e il 10 settembre, almeno 55 persone sono morte in Niger a causa di un'epidemia di colera. A darne notizia è stato l'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (OCHA), che ha precisato che l'epicentro dell'epidemia è la regione del Maradi, dove si è registrato il 98% dei contagi.

Oltre 2mila persone contagiate

Secondo quanto reso noto dall'OCHA fino al 10 settembre scorso, almeno 2.752 persone si sono ammalate di colera. L'epidemia, secondo gli Affari Umanitari Onu, sarebbe partita nella prefettura di Madaruonfa a Maradi lo scorso luglio, per estendersi alle regioni di Dosso, Tahoua e Zinder. Un precedente bilancio rilasciato a metà agosto era di 22 morti e 1.351 casi di malattia. Alla fine di agosto, l'Unione europea aveva stanziato circa 152mila euro le vittime del colera in Niger.

Che cos'è il colera

Il colera è un’infezione acuta trasmessa dal batterio Vibrio cholerae che colpisce l’intestino provocando diarrea e vomito e che causa una rapida disidratazione. La sua trasmissione avviene per contatto orale, diretto o indiretto, con feci o alimenti contaminati e nei casi più gravi può portare a pericolosi fenomeni di disidratazione, fino a stati di shock e anche alla morte. Oggi la malattia è ancora diffusa in almeno 47 Paesi.

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