Siria, raid russi a Idlib: prime vittime tra i civili

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Iniziata l'offensiva aerea russo-siriana contro l'ultima roccaforte anti-regime nella parte occidentale del Paese. Le Ong denunciano morti tra i civili. Trump ad Assad su Twitter: "Non provochi una nuova tragedia". Cremlino risponde: "Situazione preoccupante"

Sono cominciati i raid aerei da parte dei jet russi, insieme a quelli governativi siriani, sulla regione di Idlib al confine con la Turchia. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), secondo cui i velivoli di Mosca avrebbero attaccato il confine amministrativo nella regione sotto influenza turca e che confina anche con Aleppo. Secondo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, questi raid avrebbero causato le prime quattro vittime civili. L'Osservatorio confermerebbe anche che velivoli militari russi sarebbero decollati dalla vicina base aerea di Hmeimim, quartiere generale delle forze di Mosca in Siria. Secondo quanto riferito dai media siriani e da alcune fonti locali, inoltre, gli attacchi aerei sarebbero una preparazione all'offensiva di terra, annunciata da settimane, contro l'ultima roccaforte anti-regime nella Siria occidentale.

Lo scontro Usa-Russia sulla questione siriana

La notizia dell'offensiva arriva a poche ore dal monito lanciato da Donald Trump al regime di Assad. Da Twitter, il tycoon ha spiegato che “il presidente Bashar al Assad non dovrebbe attaccare sconsideratamente la provincia di Idlib in Siria. E russi e iraniani farebbero un grave errore umanitario nel prendere parte a questa possibile tragedia umana”. “Centinaia di migliaia di persone potrebbero essere uccise. Non facciamo che questo accada!”, ha poi aggiunto il presidente americano. Secca la risposta del Cremlino: "La situazione a Idlib rimane fonte di particolare preoccupazione a Mosca come a Damasco, ad Ankara come a Teheran" perché ospita un 'nido del terrorismo'. Lanciare semplicemente moniti senza prestare attenzione al potenziale negativo e di grande pericolo per tutta la situazione in Siria - ha detto il portavoce di Putin, Dimitri Peskov, - è un approccio incompleto e non globale".

L'offensiva e il summit tra Russia, Iran e Turchia il 7 settembre

Le parole di Trump sono arrivate dopo l'annuncio del ministro degli Esteri siriano, Walid Muallem, di un imminente summit trilaterale tra Russia, Iran e Turchia, previsto il 7 settembre a Teheran, che si focalizzerà proprio sulla liberazione di Idlib. Intanto, la Turchia ha inviato nelle ultime ore nuovi rinforzi militari al confine con la Siria da impiegare nella provincia nordoccidentale di Idlib. Almeno otto camion che trasportavano tank M60 e altri mezzi d'artiglieria sono arrivati nella notte nel distretto di Elbeyli, per essere poi trasferiti alle truppe di Ankara già presenti a Idlib con 12 postazioni di monitoraggio stabilite nei mesi scorsi nell'ambito del processo di Astana con Mosca e Teheran. L'obiettivo turco, spiegano fonti militari citate da Hurriyet, è anche quello di controllare eventuali movimenti di profughi in fuga verso i suoi confini.

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