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Morte Regeni, Amnesty: l'Italia non abbia paura di chiedere la verità

1' di lettura

"In questi 31 mesi" dall'uccisione di Giulio Regeni, "le istituzioni italiane si sono mosse insicure e senza coerenza". La denuncia - arrivata all'indomani della visita del vice premier Luigi Di Maio al Cairo - è del neo segretario di Amnesty International, Kumi Naidoo

"In questi 31 mesi" dall'uccisione di Giulio Regeni, "le istituzioni italiane si sono mosse insicure e senza coerenza". La denuncia - arrivata all'indomani della visita del vice premier Luigi Di Maio al Cairo - è del neo segretario di Amnesty International, Kumi Naidoo, secondo il quale "l'Italia deve fare di più e non avere paura di chiedere la verità".

Pesani i rapporti con al Sisi

"Come si può pretendere di essere credibili quando allo stesso tempo si mantengono eccellenti relazioni con il governo egiziano?", fa notare Naidoo in un'intervista pubblicata su Repubblica. "Se sei un ministro che incontra al Sisi (il presidente egiziano) e gli metti sul tavolo la responsabilità di una pesante violazione dei diritti umani - ha continuato l'attivista - devi essere consapevole e forte del fatto che è lui a essere in una posizione di debolezza". 

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