Jay e Lauren, i ciclisti che giravano il mondo uccisi dall'Isis

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La coppia americana, 29enne, è rimasta uccisa nel primo attentato rivendicato dallo Stato islamico in Tagikistan. Avevano lasciato il lavoro e pedalavano da un anno, documentando il loro viaggio intorno al mondo su un blog e su Instagram

Il loro sogno è stato infranto dal primo attentato in Tagikistan dell’Isis, investiti e uccisi dai terroristi mentre stavano facendo il giro del mondo in bicicletta. Jay Austin e Lauren Geoghegan, americani, entrambi di 29 anni, avevano deciso di lasciare il proprio lavoro per conoscere il mondo su due ruote e raccontare le loro avventure su un blog e un profilo Instagram aperti per l’occasione, con foto e racconti dettagliatissimi del loro viaggio. Come racconta il New York Times, Jay andava in bici da circa un anno, una passione cresciuta sempre di più insieme alla sua compagna.

"Stanco di passare le ore più belle della mia giornata davanti a un rettangolo luminoso"

Un anno fa, spiega il New York Times, Jay si era licenziato dal lavoro e insieme alla fidanzata Lauren aveva pianificato un’avventura fino a quel momento solo sognata: “Sono stanco di passare le ore più belle della mia giornata davanti a un rettangolo luminoso e di colorare i migliori anni della mia vita con sfumature di grigio e di beige”, scriveva sul blog. Jay aveva grande fiducia nell'umanità delle persone che avrebbe incontrato nel suo giro del mondo: "In questo nostro grande magnifico mondo c’è tanta magia da scoprire", aveva scritto sul blog prima della partenza. Dopo i tanti incontri sul percorso che li ha portati dall'Africa all'Europa, scriveva: "Quando incontri gente come chi ci sta ospitando, ti viene voglia di ridare indietro qualcosa al mondo intero. Diventi qualcuno che vuole accogliere gli altri. Un mercante nell’economia del dono".

Attraversate 24 nazioni in tre continenti

La coppia americana aveva attraversato 24 nazioni in tre continenti diversi, non senza difficoltà: la ragazza ha contratto un’infezione all’orecchio in Francia, mentre lui era stato colpito da una rara malattia in Malawi. Ma, nonostante questo, la coppia era sempre ottimista e felice della scelta fatta: “I media ti raccontano che il mondo è un posto grande e spaventoso, pieno di gente cattiva di cui non fidarsi. Io non me la bevo”, affermava Jay mentre era in Marocco.

Il sogno infranto dopo 369 giorni

Giunti in Tagikistan, i ragazzi erano ospiti di una famiglia. Nel giorno 369 della loro avventura, mentre erano insieme ad altri due ciclisti europei, uno svizzero e un olandese, una vettura investe a tutta velocità il gruppo mentre stava pedalando. È stato, questo, il primo attacco terroristico rivendicato ufficialmente dall’Isis nella zona del Tagikistan. I 4 ciclisti hanno perso la vita nel distretto di Danghara, 150 chilometri a sud della capitale Dusanbe.

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