In America Latina l'aborto è negato a 9 donne su 10

In Sudamerica il 90% delle donne non hanno accesso all'aborto (Getty)
2' di lettura

Ancora molto limitato l'accesso all'interruzione di gravidanza volontaria fra America Centrale e Meridionale: su 21 Paesi, solo tre la autorizzano senza alcuna restrizione

Il 90% delle donne in America Latina non ha libero accesso all'aborto. Dopo la bocciatura del progetto di legge sulla legalizzazione dell'aborto in Argentina, torna d'attualità la difficile situazione delle donne che intendono ottenere un'interruzione di gravidanza.

Legale solo in 3 Paesi latinoamericani

Su 21 Stati latinoamericane sono solo tre quelli che hanno reso l'aborto legale in ogni circostanza. A Cuba si può interrompere volontariamente una gravidanza dal 1965, mentre la Guyana ha autorizzato legalmente la procedura solo 30 anni dopo. Nel territorio sudamericano della Guyana francese vigono le stesse leggi valide in Francia, dove l'aborto è sempre legale come in altri Stati europei. L'Uruguay ha invece autorizzato la pratica nel 2012. Con un tasso di accesso all'aborto del 14,3% al livello subcontinentale, l'America Latina è ancora molto lontana dalla media mondiale del 40,5%. In base a dati dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in America Latina l'aborto clandestino, praticato in condizioni igieniche precarie, è responsabile del 12% dei decessi materni.

Vietato abortire

Il ricorso all'aborto è vietato per legge in Repubblica dominicana, Haiti, Nicaragua, Salvador, Honduras e Messico (tranne nel distretto federale di Mexico City, fino alla 12esima settimana) con pene severe per chi lo pratica. In tutti gli altri Paesi non è autorizzato salvo nei casi in cui è a rischio la vita e la salute stessa della madre, ma con procedure davvero complesse e spesso costose. Dopo alcune modifiche introdotte nella legislazione, sette Paesi (Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Ecuador e Panama) permettono la pratica quando a richiedere l'aborto sia una donna rimasta incinta dopo uno stupro o se la futura madre è in pericolo di vita.

Il no in Argentina

La discussione sul disegno di legge bocciato in Argentina, che avrebbe reso legale l'aborto entro 14 settimane, è sfociato in scontri di piazza. Attualmente l'aborto è consentito in Argentina solo nel caso di stupro o se la vita della madre è in pericolo: la proposta approvata a giugno, dopo una seduta maratona dalla "camera bassa", legalizzava la pratica in tutte le circostanze nella prima fase della gravidanza. La bocciatura odierna non permette una nuova presentazione del testo fino all'anno prossimo.

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