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Russiagate, tweet populisti da Mosca anche sulla politica italiana

Foto d'archivio Getty Images
3' di lettura

Il sito americano Fivethirtyeight.com ha pubblicato alcuni file che contengono interventi su Twitter di profili sospettati da Mueller di appartenere a operatori russi. Rilanciati anche i contenuti in italiano a sostengo dei partiti populisti oggi al governo

Non solo gli Stati Uniti, ma anche l’Italia. I profili di social network delle fabbriche russe di troll, che sono stati impegnati nelle interferenze della campagna elettorale americana del 2016, hanno attivamente rilanciato i contenuti di profili di Twitter in italiano che sostenevano le posizioni dei partiti populisti oggi al governo, anche senza essere ufficialmente legati né al M5S, né alla Lega. È questo lo scenario che emerge dai dati pubblicati dal sito statunitense Fivethirtyeight.com che ha condiviso nove file csv contenenti circa tre milioni di interventi su Twitter. Gli autori sono profili fortemente sospettati dal procuratore speciale Robert Mueller di appartenere a operatori russi.

La fabbrica di troll russa e il populismo italiano

Come scrive Fivethirtyeight.com, la fabbrica di troll russa - cioè la Internet Research Agency - avrebbe 400 impiegati e, da San Pietroburgo, avrebbe dato vita a "una sofisticata e coordinata campagna per seminare disinformazione e discordia nella politica americana". Non solo: come scrivono Corriere e Repubblica, gli investigatori di Washington hanno constatato che una parte del materiale è in italiano. Nello specifico, in tutti i casi che il Corriere ha potuto esaminare, non sono contenuti originali direttamente immessi nel circuito del dibattito politico nel nostro Paese. Piuttosto, i profili della fabbrica russa "rilanciano con una serie di retweet altri profili noti per essere al centro della conversazione sul social network degli ambienti simpatizzanti con le forze populiste in Italia". Comunque "nulla permette di ipotizzare che M5S o la Lega abbiano ricercato o concordato alcun tipo di sostegno da parte delle fabbriche di troll della Russia".

I casi in Italia

Come scrivono i due quotidiani, nel caso dell'Italia al centro dei file c’è il profilo di “Elena” - nome in codice Elena07617349 - che oggi non esiste più ma che fino al 2017 si distingueva per essere associata a contenuti anti Obama, Renzi e contro gli sbarchi. Un altro profilo filo-populista è quello di @NoemijBra, sparito nel 2017, quando il fact-checker David Puente ha smascherato una fake news di NoemiJBra ai danni dell’allora ministro Pd Giuliano Poletti.

La raccolta dei dati da Twitter

La raccolta dei dati è il lavoro di due professori della Clemson University: Darren Linvill e Patrick Warren. Hanno usato un avanzato software di tracciamento dei media e hanno estrapolato i tweet da migliaia di account che Twitter ha riconosciuto come associati all'Internet Research Agency. L’indagine include 2,973,371 tweet da 2,848 account sul social. E mostra autore, testo e data. L’intero corpus dei tweet pubblicati va dal febbraio 2012 a maggio 2018, con la maggior parte che si concentra tra il 2015 e il 2017.

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