Israele aiuta 800 Caschi bianchi a lasciare Siria: rischiavano la vita

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I volontari impegnati nella difesa dei civili e i loro familiari hanno raggiunto la Giordania, da dove proseguiranno verso alcuni Paesi che daranno loro asilo. L'operazione è avvenuta su richiesta degli Usa, del Canada e di alcuni Stati Ue

Con una complessa operazione logistica, Israele ha aiutato ieri 800 'Caschi bianchi' siriani (volontari impegnati nella difesa dei civili) e loro familiari ad uscire dal territorio siriano, dove la loro incolumità era in pericolo, e a raggiungere la Giordania da dove proseguiranno verso alcuni Paesi che daranno loro asilo, in particolare nel Regno Unito, in Canada e in Germania.

Netanyahu: richieste da Trump e Trudeau

L'operazione è stata condotta su richiesta degli Stati Uniti, del Canada e di alcuni Paesi europei, ed è stata concordata con la Russia, ha riferito la radio militare israeliana.  Il premier Beyamin Netanyahu ha poi reso noto che state le richieste personali del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e del premier canadese Justin Trudeau a convincere Israele a dare il proprio contributo per l'evacuazione dalla Siria di centinaia di 'Caschi bianchi'. "Si tratta di persone - ha spiegato - che hanno salvato vite umane e che si trovavano adesso in pericolo di morte. Per questa ragione - ha aggiunto - ho autorizzato il loro trasferimento via Israele verso altri Paesi, come importante provvedimento umanitario".

L'ok della Giordania all'operazione

Il governo giordano ha reso noto di aver dato il suo ok all'operazione dopo che "la Gran Bretagna, la Germania e il Canada hanno assunto un impegno giuridicamente vincolante di reinsediarli entro un determinato periodo di tempo a causa di un rischio per la loro vita". Oltre 650.000 rifugiati siriani sono registrati presso l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) in Giordania, ma il regno di ospitarne 1,3 milioni.

Chi sono i Caschi bianchi

Fondata nel 2013, la Siria Civil Defence, o White Helmets, è una rete di primi soccorritori che soccorrono feriti all'indomani di attacchi aerei, bombardamenti o esplosioni in territorio ribelle. Candidati per il Premio Nobel per la Pace nel 2016, i Caschi bianchi sono usciti dall'anonimato pubblicando sui social network video che li mostrano, casco in testa, sulle zone bombardate per estrarre i sopravvissuti sepolti tra le macerie degli edifici distrutti dai bombardamenti del regime o russi. Sono soccorritori, hanno sempre sottolineato la loro neutralità e non appartenenza ad un gruppo politico o esercito. Ma sono odiati dal regime di Bashar al-Assad e Mosca che li accusa di essere burattini nelle mani di governi stranieri che sostengono l'opposizione al potere siriano. Altri affermano che combattenti o anche jihadisti fanno parte del salvataggio volontario. I Caschi Bianchi sono finanziati da diversi Paesi, tra cui la Gran Bretagna, i Paesi Bassi, la Germania, il Giappone o gli Stati Uniti.

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