Thailandia, corsa contro il tempo per salvare 13 dispersi nella grotta

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Le squadre di soccorso sono riuscite a scavare un piccolo buco nella roccia. Alcuni scalatori della polizia si sono calati dall'alto e hanno introdotto del cibo. Non è chiaro, però, se le 13 persone di cui non si hanno notizie da sei giorni si trovino in quella zona

Lotta contro il tempo per salvare le 13 persone, 12 ragazzi di una squadra di calcio e il loro allenatore, dispersi da sei giorni nella grotta Tham Luang, in Thailandia. Le speranze di trovarli vivi si assottigliano sempre di più. Le squadre di soccorso (LE FOTO DEI SOCCORRITORI) sono riuscite questa mattina, 29 giugno, a scavare un piccolo buco nella roccia. Alcuni scalatori della polizia si sono calati nel foro dall'alto e hanno introdotto del cibo. Non è chiaro, però, se si sia riusciti ad individuare un varco per inoltrarsi nella grotta, né se i dispersi si trovino in quella zona. In precedenza, nella notte, un altro foro era stato ricavato per far parzialmente defluire l'acqua accumulatasi nella grotta a causa dell'incessante pioggia. Acqua che ha in sostanza impedito di continuare i tentativi di esplorare l'intera cavità dall'entrata principale, convincendo i soccorritori a provare un piano alternativo. A complicare le cose, anche il fatto che le mappe della grotta - lunga 10 chilometri e non piana - sono approssimative. Inoltre i punti dove si ipotizza che il gruppo possa essersi rifugiato sono distanti tra loro, anche a causa di una biforcazione vicino all'entrata.

Dalla speranza allo sconforto

A causa delle difficoltà che i soccorritori stanno incontrando, la speranza sta pian piano lasciando spazio allo sconforto all’esterno della grotta, dove da giorni genitori e tante persone stanno pregando. La pioggia quasi incessante delle ultime ore ha reso vani i tentativi di raggiungere la cavità rialzata dove si crede possa trovarsi il gruppo. Sono ormai oltre un migliaio le persone impegnate nelle ricerche. A militari e altro personale di una decina di agenzie governative, si è aggiunta anche una trentina di specialisti americani provenienti dalla base di Okinawa ed alcuni speleologi britannici esperti di salvataggi. Nella giornata di ieri, 28 giugno, centinaia di persone, tra cui volontari, hanno trascorso la giornata a perlustrare il pendio al cui interno c'è la grotta. Sempre nella giornata di ieri sono stati usati sei elicotteri ed alcuni droni.

La maratona dei media thailandesi: no critiche ai soccorsi

Intanto mentre sui media thailandesi non è emersa ancora nessuna critica alle operazioni di soccorso. Ma è sempre più evidente, anche agli uomini sul terreno, che il coordinamento della giunta militare al potere nel Paese non è esente da colpe. Se i ragazzi - tutti tra gli 11 e i 16 anni - sono ancora in vita, dopo tante ore al buio in una grotta profonda 10 chilometri, sono probabilmente in condizioni disperate. Non è da escludere che avessero con sé cibo e acqua solo per alcune ore. Bere l'acqua della grotta potrebbe causare altre complicazioni di salute. Esperti di salvataggi simili condizioni fanno notare che la sfida più grande, in tali casi, è resistere la tentazione di provare a cercare una via d'uscita al buio. Il problema opposto a quello dei soccorritori.

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