Usa, Corte suprema conferma "travel ban" di Trump da Paesi musulmani

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2' di lettura

Via libera alla norma, uno dei provvedimenti più controversi del presidente, che vieta gli arrivi da sei Stati. Nel voto, maggioranza di 5 a 4. Il Tycoon esulta su Twitter: "Wow!". Casa Bianca: "Vittoria enorme"

La Corte suprema Usa ha confermato il “travel ban”, il bando emanato dal presidente americano Donald Trump contro gli arrivi negli Stati Uniti da alcuni Paesi musulmani. La decisione su uno dei provvedimenti più controversi del Tycoon è stata sofferta, e si è conclusa cinque voti a quattro. I giudici hanno respinto la tesi di un giudice delle Hawaii secondo cui il provvedimento discriminerebbe i musulmani, violando così la Costituzione statunintese, o eccederebbe l'autorità del presidente. "La corte suprema conferma il travel ban. Wow!”, ha esultato Trump su Twitter. Poi il commento della Casa Bianca: "Una vittoria enorme per il popolo americano e per la Costituzione".

Confermata l'ultima versione del provvedimento

I giudici hanno confermato l'ultima versione del controverso “travel ban”, la terza, che secondo l'amministrazione Trump è giustificata da preoccupazioni di sicurezza nazionale: tra i Paesi dai quali viene bloccata l'immigrazione ci sono Corea del Nord, Iran, Libia, Somalia, Siria e Yemen. Nel provvedimento sono presi di mira anche alcuni esponenti del Venezuela. Entrato in vigore il 27 gennaio 2017, una settimana dopo l'insediamento di Trump alla Casa Bianca, il decreto ha subìto modifiche nel corso del tempo dopo essere stato messo in discussione più volte nei tribunali. L'Unione americana per le libertà civili (Aclu), ha cercato di provare l'esistenza di un pregiudizio anti-islamico, dal momento che cinque dei sei Paesi sono musulmani, ma i giudici della Corte suprema non hanno accolto questa obiezione.

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