Grenfell Tower, l'incendio alimentato dai pannelli infiammabili

La Grenfell Tower (foto: LaPresse)
2' di lettura

Un rapporto redatto da Bre group, un gruppo di ricercatori e ingegneri cui la Met Police di Londra ha chiesto di fornire un parere, ha confermato nella scarsa qualità dei materiali usati per il restauro la causa dell'incendio in cui morirono 72 persone

I pannelli che rivestivano la Grenfell Tower di Londra erano infiammabili. Per questo divampò l’incendio che uccise 72 persone nella notte del 14 giugno 2017. Lo rivela un rapporto redatto da Bre group, un gruppo di ricercatori e ingegneri cui la Met Police di Londra ha chiesto di fornire un parere esperto nell’ambito delle indagini sull’incendio. Se la società di gestione scelta dall'amministrazione di quartiere non avesse fatto installare quei pannelli, si legge nella relazione, l’incendio avrebbe avuto “scarse opportunità” di dilagare.

I pannelli erano infiammabili

I pannelli esterni dovevano essere isolanti. Ordinati a basso costo, vennero applicati sulle facciate dell'edificio durante i lavori di restauro approvati dal Consiglio amministrativo di Kensington and Chelsea (a guida Tory) per essere realizzati fra il 2014 e il 2016. Si conclusero circa un anno prima della notte della strage. Secondo il rapporto tecnico diffuso oggi e allegato al fascicolo della polizia inglese, i materiali con cui i pannelli erano costruiti furono con ogni probabilità decisivi nel permettere al fuoco di avvolgere gran parte della torre. Il rogo aveva avuto inizio in un appartamento a causa di un elettrodomestico difettoso. Ma cruciale per il suo propagarsi, sarebbe stata la bassa qualità dei materiali usati per i lavori di manutenzione di pochi mesi prima. Oltre che nei pannelli (che avrebbero dovuto essere isolanti), gli esperti della BRE Global hanno individuato carenze anche nella qualità degli infissi delle finestre e delle chiusure delle porte, incluse quelle anti-incendio.

La strage

Nella Grenfell Tower rimasero intrappolate decine di persone. Ne morirono 72, una settantina rimasero ferite. Fra le vittime anche due giovani italiani, Gloria Trevisan e Marco Gottardi, che abitavano da appena un paio di mesi al 23esimo piano del grattacielo. Il dramma, per chi è sopravvissuto, è continuato a lungo dopo quella notte: secondo i dati forniti dall'associazione Silence of Suicide nel 2017, almeno venti persone avrebbero tentato il suicidio da quella notte del 14 giugno.

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