Usa, Trump minaccia altri dazi alla Cina per 100 miliardi di dollari

Il presidente USA Donald Trump e quello cinese, Xi Jinping
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Il presidente ha annunciato in una nota la possibilità di inasprire ulteriormente la battaglia economica con la Repubblica Popolare. "Non consentirò mai che pratiche di commercio ingiuste minino gli interessi americani"

La guerra dei dazi fra Stati Uniti e Cina potrebbe subire una nuova escalation. Il presidente Donald Trump ha infatti minacciato la possibilità di imporre ulteriori imposte, pari a 100 miliardi di dollari, sulle merci provenienti dalla Repubblica Popolare.

Porta aperta ai negoziati

La mossa del presidente potrebbe accrescere le tensioni tra Washington e Pechino già innescate nei giorni scorsi con l'annuncio di tariffe pari a 60 miliardi di dollari. A stemperare il clima tra le due superpotenze sono arrivate, nei giorni scorsi, le dichiarazioni di alcuni membri dell'amministrazione americana che avevano aperto alla possibilità di negoziati che allontanassero la prospettiva di una guerra commerciale fra i due paesi. Il 6 aprile, però, Trump ha rilanciato la posta rendendo noto, in una nota diffusa dalla Casa Bianca, la possibilità di nuove imposte americane sui prodotti cinesi in risposta all'attivazione da parte di Pechino di dazi su 128 beni importati dagli Stati Uniti. “Alla luce delle ingiuste rappresaglie della Cina – ha scritto Trump - ho dato mandato ai rappresentanti Usa per il Commercio di valutare se 100 miliardi di ulteriori dazi siano appropriati". Trump ha tuttavia proseguito lasciando a sua volta aperta la porta per negoziati: "Gli Stati Uniti – ha scritto il presidente - sono comunque pronti a discussioni per continuare a sostenere il nostro impegno nel perseguire un commercio libero, giusto e reciproco e proteggere la tecnologia e la proprietà intellettuale delle aziende americane e degli americani". Il presidente ha infine ribadito le sue posizioni sulla necessità di spingere la crescita della produzione statunitense. “Le barriere commerciali – ha chiosato il repubblicano - devono essere abbattute per incoraggiare la crescita economica in America e nel mondo", che conclude: "Non consentirò mai che pratiche di commercio ingiuste minino gli interessi americani".

I dazi imposti da Washington e Pechino

Nei giorni scorsi l'amministrazione Trump ha proposto dazi del 25% sulle importazioni di merci cinesi per un valore di 60 miliardi di dollari. L'Ufficio per il commercio americano ha pubblicato un elenco di 1.300 prodotti cinesi oggetto della misura, inclusi robot industriali e attrezzature per le telecomunicazioni. L'aumento dei dazi è stato proposto per 'compensare' la presunta violazione della proprietà intellettuale americana da parte di Pechino e può entrare in vigore dopo un periodo di valutazione pubblica il cui limite è fissato al prossimo 11 maggio. L'annuncio era stato seguito da una immediata e dura risposta di Pechino che, prima ha annunciato “prepareremo misure uguali e di medesima entità per i prodotti americani"; e poi ha attivato, lo scorso 2 aprile, l’operatività dei dazi su 128 beni importati dagli Stati Uniti, tra cui carne di maiale e frutta, per un valore di mercato di 3 miliardi di dollari.

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