Spia avvelenata, diplomatici russi espulsi da Europa e Usa

L'ambasciata russa a Berlino, il ministero degli Esteri a Mosca e un cartello della polizia a Salisbury
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La Farnesina: fuori due diplomatici dall'Italia. Espulsioni anche in altri Paesi europei e negli Stati Uniti, dove è stato chiuso il consolato a Seattle. I provvedimenti arrivano dopo l'avvelenamento di Skripal e sua figlia. Plauso di Londra. Mosca: risponderemo

Usa e Ue hanno comunicato una serie di espulsioni ai danni di diplomatici russi, come risposta per la vicenda dell’avvelenamento di Sergei Skripal e di sua figlia Yulia, contaminati con un agente nervino in Gran Bretagna. Anche l’Italia ha espulso due diplomatici russi. Ad annunciarlo, il Ministero degli Esteri con una nota. Una misura, quella della Farnesina, adottata da altri Paesi europei e dagli Usa, dove Trump ha ordinato l’espulsione di 60 diplomatici e chiuso il consolato di Seattle. I provvedimenti hanno ricevuto il plauso da parte della Gran Bretagna, con Theresa May che parla di "risposta forte". Netta contrarietà, invece, è stata espressa da Mosca, che per bocca del ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, replica: "Risponderemo. Gli alleati di Londra non hanno a disposizione informazioni complete sul caso Skripal e seguono ciecamente il principio dell'unità euro-atlantica a spese del buon senso, delle buone norme di dialogo interstatale e del diritto internazionale". Il Cremlino ha promesso "rappresaglie".

Espulsioni anche in Francia e Germania

Sono in tutto 16 i Paesi dell'Ue che hanno adottato il provvedimento. A comunicarlo, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, che ha spiegato che "altre espulsioni non sono da escludere nei prossimi giorni e settimane". Molti Paesi, tra cui Germania, Lituania e Polonia hanno annunciato l'espulsione di quattro diplomatici russi ciascuno in risposta alla vicenda della spia russa avvelenata a Londra. Stessa misura adottata anche dalla Francia. I quattro diplomatici entro una settimana dovranno lasciare il territorio francese.  Anche l’Ucraina ha deciso la mano dura con il vicino di Mosca. Il presidente, Petro Poroshenko, ha infatti deciso di mandar via 13 diplomatici russi. 

Il comunicato della Farnesina e la replica di Salvini

Anche l'Italia ha deciso di espellere due diplomatici russi. La Farnesina, in un comunicato, ha spiegato la propria posizione: "A seguito delle conclusioni adottate dal Consiglio Europeo del 22 e 23 marzo scorso, in segno di solidarietà con il Regno Unito e in coordinamento con partner europei e alleati Nato, il ministero ha notificato oggi la decisione di espellere dal territorio italiano entro una settimana due funzionari dell'Ambasciata della Federazione Russa a Roma accreditati in lista diplomatica". Una decisione non condivisa dal leader della Lega Matteo Salvini: "Isolare e boicottare la Russia, rinnovare le sanzioni economiche ed espellerne i diplomatici non risolve i problemi, anzi li aggrava. Al governo non avrei fatto una scelta del genere".

Trump espelle 60 diplomatici di Putin

L’avvelenamento della spia russa ha prodotto i suoi effetti anche negli Stati Uniti, dove il presidente Donald Trump ha ordinato l’espulsione di 60 diplomatici e la chiusura del consolato russo di Seattle. La decisone di Trump rappresenta la misura più dura presa finora dal presidente americano nei confronti del Cremlino. Tra i 60 funzionari russi espulsi anche 12 che sono stati identificati come "funzionari dell'intelligence" che hanno prestato servizio presso le Nazioni Unite a New York. Le persone interessate dal decreto di espulsione hanno ora sette giorni di tempo per lasciare gli Stati Uniti.

Soddisfazione di Londra

Le notizie delle espulsioni da parte di molti Stati hanno suscitato il plauso del governo britannico. Per la premier, Theresa May, la ritorsione diplomatica collettiva alla Russia "è una risposta alla minaccia" che Mosca pone "alla sicurezza di tutti noi, non solo un segno di solidarietà" verso Londra. Il primo ministro ha poi detto che la Gran Bretagna non ha "dissidi col popolo russo", di cui rispetta la storia, ma ha insistito le sue accuse allo "Stato russo" per l'avvelenamento di Sergei e Yulia Skripal a Salisbury - il primo attacco "con agente nervino realizzato sul suolo europeo e britannico" da quando esiste la Nato - ricordando che tutti i leader dell'Ue hanno condiviso la conclusione secondo cui "è altamente probabile" che esso sia stato "sponsorizzato" dal Cremlino e che non ci siano ipotesi"plausibili diverse". May ha fatto anche riferimento alla necessità di mandare un messaggio "forte" da parte dell'Europa, in particolare dopo la "rielezione" di Putin. Il ministro degli Esteri Boris Johnson, invece, ha twittato: "La straordinaria risposta internazionale dei nostri alleati rappresenta la più grande espulsione collettiva di agenti dell'intelligence russa nella storia e ci aiuterà a difendere la nostra sicurezza. La Russia non può violare impunemente le norme internazionali".

Mosca: "Dispiaciuti, ma seguirà rappresaglia"

La Russia, intanto, fa sapere che risponderà all'espulsione dei suoi diplomatici decisa dagli Stati Uniti e dai Paesi europei. Lo afferma il ministero degli Esteri, Sergei Lavrov, citato da Interfax. La Gran Bretagna, ha detto il ministro, sul caso Skripal ha assunto una posizione "ipocrita e zeppa di pregiudizi". Il Cremlino, per bocca del portavoce di Vladimir Putin, Dmitri Peskov, si è detto "dispiaciuto" per quanto sta accadendo. Ma ha fatto sapere che seguiranno misure "speculari di rappresaglia". "Il Cremlino studierà ora la situazione: il ministero degli Esteri sottoporrà le sue proposte più avanti", ha detto Peskov.

Data ultima modifica 26 marzo 2018 ore 20:10

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