Arrivata a Pozzallo la nave Open Arms con 216 migranti a bordo

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Migranti salvati dalla nave di una ong (Foto d'archivio Getty)

L'imbarcazione della Ong spagnola Proactiva ha attraccato dopo un lungo braccio di ferro con la guardia costiera libica che le intimava di consegnare donne e bambini a bordo. Ieri pomeriggio è arrivato il via libera da Roma

La nave della Ong spagnola Proactiva Open Arms è approdata a Pozzallo con 216 migranti a bordo dopo un braccio di ferro con la guardia costiera libica e il via libera del ministero dell’Interno italiano. L'imbarcazione era sfuggita a una motovedetta libica che le intimava di fermarsi e di riconsegnare le donne e i bambini tratti in salvo al largo di Tripoli. "Alla fine, a 48 ore dal primo soccorso, siamo entrati nel porto di Pozzallo dopo aver sopportato una notte in più di attesa con onde di due metri", fanno sapere con un tweet dalla nave Open Arms.

Sei persone ricoverate in ospedale

A bordo della nave 157 uomini, 31 donne e 28 bambini. Sei persone sono state ricoverate in ospedale: due donne in gravidanza, una con forti dolori perché picchiata all'anca prima di imbarcarsi, un uomo con diverse ustioni agli arti inferiori e due uomini con forte astenia e disidratazione. Gli altri migranti soccorsi sono stati trasferiti all'hotspot di Pozzallo per l'identificazione e il fotosegnalamento. La polizia è al lavoro per individuare i presunti scafisti.

Il salvataggio in mare

L'intervento di soccorso in mare risale a giovedì: due gommoni in difficoltà, a quanto riferito da Open Arms, sono stati salvati in acque internazionali, a 73 miglia dalle coste libiche. Ma durante le operazioni di trasbordo dei migranti, un pattugliatore libico avrebbe intimato all'equipaggio umanitario di consegnare le persone soccorse. Al rifiuto di Proactiva, i militari hanno tirato fuori le armi minacciando di aprire il fuoco. La ong spagnola ha resistito ed ha mantenuto a bordo i 216 salvati. La Guardia costiera libica ha fornito però un'altra versione smentendo categoricamente qualsiasi tipo di minaccia.

Le difficoltà per lo sbarco

A questo punto si è aperta la questione di dove dirigersi con i migranti salvati imbarcati. La nave umanitaria, con a bordo bimbi e persone in condizioni precarie di salute, si è diretta a nord. Il team medico della Proactiva ha chiesto l'immediata evacuazione per i casi più gravi ed è intervenuta Malta, inviando una motovedetta che ha preso in consegna una bimba di tre mesi disidratata e con la scabbia e sua madre. 

L’ok di Roma allo sbarco

La Guardia Costiera ha fatto notare che, "nonostante la vicinanza con l'isola di Malta, la nave proseguiva la navigazione verso le coste italiane in attesa di indicazioni dell'autorità spagnola". Deve essere infatti lo Stato di bandiera dell'imbarcazione - la Spagna in questo caso - a dover chiedere all'Italia di permettere l'approdo del mezzo umanitario, secondo quanto previsto dal Codice delle Ong sottoscritto da Proactiva. Ma dalla nave non è arrivata nessuna richiesta alle autorità spagnole. La situazione di stallo si è sbloccata ieri pomeriggio: una volta raggiunto il limite delle acque italiane è arrivato il via libera da Roma a potersi dirigere verso Pozzallo.

Proactiva: "Continueremo a proteggere vite invisibili"

"Continueremo - assicura Proactiva - a proteggere le vite invisibili, con un costo elevato, perché questa è la nostra missione". Il fondatore della Ong, Oscar Camps, ha aggiunto: "Non avremmo mai permesso a nessuno di restituirli all'inferno. Grazie a tutti per il supporto ricevuto".

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