Incontro Kim-Trump entro maggio. Ma Casa Bianca avverte: prima i fatti

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Il presidente americano: "Le sanzioni contro Pyongyang resteranno fino a che non sarà raggiunto accordo". Seul sul disgelo: "Una storica pietra miliare". Pechino: "Segnale positivo"

Svolta nel confronto fra Stati Uniti e Corea del Nord. Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha lanciato un invito a Donald Trump. L’obiettivo: vedersi e parlare di denuclearizzazione. Il presidente americano ha accettato, e si è detto disponibile per un faccia a faccia entro maggio. Il Tycoon ha così aperto una fase di dialogo diretto e di disgelo fra i due Paesi ed è entrato nella storia: nessun inquilino della Casa Bianca in carica, infatti, ha mai incontrato un capo di Stato di Pyongyang. In questo periodo, inoltre, come ha fatto sapere lo stesso Trump da Twitter, "non ci saranno test missilistici da parte della Corea del Nord". Reazioni positive a livello internazionale, con Seul "ottimista" e Pechino che parla di "segnale positivo". Per Mosca "passo nella giusta direzione". La portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, ha però voluto specificare nella serata di venerdì che "non vi saranno colloqui fino a quando la Corea del Nord non farà seguire azioni alle parole". "Abbiamo bisogno di azioni concrete e verificabili", ha aggiunto, sottolineando che gli Stati Uniti "faranno zero concessioni prima dei colloqui". 

Trump: "Sanzioni su Pyongyang restano"

La lettera di Kim Jong-un è stata recapitata a mano a Trump da una delegazione sudcoreana. Pyongyang si impegna a fermare i test nucleari e missilistici e sedersi al tavolo per parlare direttamente per la prima volta in decenni. Come ha precisato la Casa Bianca, le modalità dell'incontro, però, sono tutte ancora da definire. E su Twitter, Trump specifica: "Sono pronto a incontrare Kim, ma le sanzioni contro Pyongyang resteranno fino a che non ci sarà un accordo".  

Seul "ottimista"

La notizia dell’incontro ha suscitato reazioni positive a livello internazionale: il responsabile per la sicurezza nazionale della Corea del Sud, Chung Eui-yong si è detto “ottimista” per una soluzione pacifica della crisi nella penisola. Chung, da Washington, ha lodato l'amministrazione americana: "Ho spiegato al presidente che la sua leadership e la sua pressione politica, insieme con la solidarietà internazionale, ci hanno portato a questo punto", assicurando che la campagna di pressing su Pyongyang "continuerà fino a che la Corea del Nord non farà seguire azioni alle parole". Mentre il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, ha definito l’evento come "una storica pietra miliare" nel percorso di pace. 

Le reazioni di Pyongyang e Tokyo

Ha lodato l'incontro anche l'ambasciatore nordcoreano all'Onu, Pak Song II: "L'invito - dice - mostra il grande coraggio del nostro Leader Supremo. Gli Stati Uniti dovrebbero sapere e capire la nostra posizione, e contribuire alla pace e alla sicurezza della penisola coreana". Mentre dal Giappone, il premier Shinzo Abe ha fatto sapere che il disgelo è "il risultato della politica delle sanzioni". Abe, riferisce l'agenzia Kyodo, ha accolto positivamente il 'cambio della postura' di Pyongyang anticipando che ad aprile andrà negli Usa per discutere il dossier nordcoreano proprio con Trump.

Pechino: "Segnale positivo". Mosca: "Giusta direzione"

La notizia del meeting è stata ben accolta anche dalla Cina che ha definito "positivi" i segnali da parte degli Usa e della Corea del Nord che "vanno verso il dialogo diretto". A dirlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri, Geng Shuang, che ha anche spiegato: "Il prossimo passo da parte di tutte le parti è di sostenere questo slancio e forgiare sinergie, lavorando assieme per restaurare la stabilità nella penisola coreana". Per Pechino quindi la questione nucleare della penisola coreana "è sul giusto binario della sua soluzione". Anche da Mosca giudicano il possibile incontro come "un passo nella giusta direzione" e si augurano che il meeting avrà davvero luogo. A riferirlo è il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, citato da Interfax. Secondo Lavrov, l'incontro dovrebbe condurre a una "piena soluzione politica" della situazione nella penisola coreana e una sua "denuclearizzazione".

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