Le Bermuda diventano il primo Paese ad abolire i matrimoni omosessuali

Hamilton, Bermuda (GettyImages)
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Le nozze tra persone dello stesso sesso, legalizzate lo scorso anno, saranno sostituite da "alleanze domestiche"

Singolare primato per le Bermuda: come riportato dal quotidiano The Guardian, il territorio d'oltremare britannico è diventato il primo Paese ad abolire le nozze gay. Le unioni tra persone dello stesso sesso erano state legalizzate con una sentenza della Corte Suprema lo scorso maggio, ma le proteste dei cittadini più conservatori non si erano mai placate. Per questo motivo, il governatore John Rankin ha introdotto una nuova legge, il Domestic Partnership Act, che vieta agli omosessuali di convolare a nozze, sostituendo queste ultime con quelle che chiama "alleanze domestiche".

La nuova legge

"L'atto intende bilanciare due gruppi inconciliabili nelle Bermuda, ribadendo che il matrimonio deve essere tra maschio e femmina, ma riconoscendo, e allo stesso tempo proteggendo, i diritti delle coppie dello stesso sesso", ha affermato il ministro degli affari interni Walton Brown. I diritti delle coppie inserite nel registro domestico saranno equivalenti a quelli delle coppie eterosessuali sposate, incluso quello di prendere decisioni che riguardano la salute del partner. I matrimoni che hanno avuto luogo dallo scorso maggio fino al passaggio della nuova legge continueranno comunque ad essere riconosciuti.

Critiche e proteste

La soluzione non sembra comunque piacere a tutti: "Siamo tristemente diventati i primi ad abolire i matrimoni tra persone dello stesso sesso al mondo", ha spiegato Ty Cobb, direttore di Human Rights Campaign Global. Gli attivisti affermano inoltre che la nuova norma contraddice la Costituzione delle Bermuda, che garantisce libertà da ogni discriminazione.

Polemiche anche nel Regno Unito

Essendo inoltre il territorio sotto il dominio britannico, le proteste sono arrivate anche nel Regno Unito, e in molti si chiedono perché il governo abbia dato il permesso di applicare una nuova legge. Come rivelato dal The Guardian, il deputato laburista Chris Bryant ha sottoposto la questione alla Camera dei Comuni, sollecitando spiegazioni dal segretario degli esteri Boris Johnson, che ha approvato la norma: "Comunque il governo provi a mascherare questa cosa, è un passo indietro per i diritti umani nelle Bermuda e nei territori d'oltreoceano. Ai cittadini omosessuali è stato detto che non sono uguali agli altri. È stato detto loro cosa meritano e cosa no", ha spiegato Bryant.

La risposta del governo britannico

A rispondere, è stata Harriet Baldwin, sottosegretario agli esteri: "Il segretario di Stato ha pensato che sarebbe stato inappropriato in tali circostanze usare il proprio potere per bloccare la legislazione, cosa che si può fare solo in circostanze eccezionali". La Baldwin ha inoltre spiegato che il nuovo provvedimento rispetta gli standard europei, e che i ministeri non godono di enormi poteri nei territori oltreoceano, che sono giurisdizioni autonome e separate, con dei propri rappresentanti democraticamente eletti. Oltre a Bryant anche altri membri del Parlamento hanno chiesto ad Harriett Baldwin di fornire maggiori dettagli in merito alle discussioni con il governatore delle Bermuda, specificando se Johnson, o altri diplomatici abbiano cercato di dissuaderlo.

Data ultima modifica 08 febbraio 2018 ore 16:15

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