Russiagate, Nyt: “Legali vogliono che Trump rifiuti l’interrogatorio”

Il procuratore speciale Robert Mueller e Donald Trump
3' di lettura

Gli avvocati del presidente Usa avrebbero paura che, davanti al procuratore speciale Mueller, il presidente possa contraddirsi o rilasciare dichiarazioni incriminanti. Ma un rifiuto potrebbe portare a una battaglia legale e rinforzare le accuse degli avversari

I legali di Donald Trump, John Dowd e Jay Sekulow, gli avrebbero consigliato di rifiutare un eventuale interrogatorio sulla questione Russiagate con il procuratore speciale Robert Mueller. Lo riporta il New York Times, secondo cui gli avvocati avrebbero paura che il presidente degli Stati Uniti possa contraddirsi o rilasciare dichiarazioni false che poi lo porterebbero a essere incriminato. Tuttavia, un eventuale rifiuto da parte del tycoon potrebbe portare a una lunga battaglia legale.

L’ipotesi di un mandato di comparizione

Un no da parte di Trump potrebbe spingere Mueller a inviare un mandato di comparizione al presidente, che sarebbe quindi sentito davanti a un grand jury, aprendo un possibile scontro che potrebbe arrivare fino alla Corte Suprema. Ma un rifiuto del tycoon sarebbe anche un’arma per i suoi avversari, che lo leggerebbero come la conferma del fatto che il presidente ha qualcosa da nascondere e potrebbero usarlo in vista delle elezioni di medio termine.

Le motivazioni degli avvocati

Secondo i legali del presidente Usa, Mueller non ha lo status giuridico per interrogare Trump su alcuni punti dell'indagine. Inoltre, c’è la convinzione che il tycoon, in diversi atti che gli sono contestati, abbia agito nell'autorità che gli è stata data dalla costituzione e quindi non debba essere sentito. L'unica voce fuori dal coro, spiega il New York Times, è quella dell’avvocato Ty Cobb, convinto che la Casa Bianca debba fare tutto quello che è in suo potere per cooperare con le indagini.

I rapporti sull’Fbi

Intanto la commissione di intelligence della Camera ha votato all'unanimità per pubblicare il memo dei democratici sull'Fbi, rapporto che si contrappone a quello dei repubblicani di cui Trump ha disposto la pubblicazione e che, a suo dire, lo ''scagiona'' completamente dalle indagini sul Russiagate. Il documento dei dem è stato inviato alla Casa Bianca e il presidente ha cinque giorni per decidere se divulgarlo. Secondo l’opposizione del tycoon, il testo dei repubblicani ha delle carenze nell'accusare l'Fbi e punta solo a screditare l'agenzia federale per colpire Robert Mueller.

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