Brexit, verso il periodo transitorio: fuori dall'Ue nel 2021

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Foto: Archivio Ansa

I 27 ministri degli Affari europei hanno adottato le linee guida per i negoziati. Fino al 31 dicembre 2020 il Regno Unito rispetterà le regole attuali senza partecipare al processo decisionale. Downing Street: "Clausole da trattare"

Nuovo passo avanti verso Brexit: i 27 ministri dell'Ue, riuniti nel Consiglio Affari generali, hanno dato il via libera al mandato negoziale della fase di transizione con il Regno Unito. Il periodo transitorio prenderà il via dopo la mezzanotte del 29 marzo 2019 e si concluderà il 31 dicembre 2020. Lo rende noto su Twitter Sabine Weyand, uno dei principali collaboratori del capo negoziatore Ue Michel Barnier. Il documento, approvato in appena due minuti, prevede che la Gran Bretagna rispetti in pieno 'l'acquis' comunitario in questo periodo, ma che non partecipi alle istituzioni dell'Ue e al processo decisionale.

In particolare, nella parte specifica sul periodo transitorio, il documento ribadisce che "un Paese che non è membro dell'Unione e non rispetta i medesimi obblighi di un membro non può avere gli stessi diritti e godere degli stessi vantaggi". Inoltre, stando a quanto redatto sul documento, "l'effetto diretto e la primazia del diritto dell'Unione devono essere preservati" e per questo motivo, durante la transizione, "il Regno Unito dovrà anche continuare la sua partecipazione nell'Unione Doganale e nel Mercato Unico (con tutte quattro le libertà)" e "continuare a rispettare la politica commerciale dell'Ue", raccogliendo i dazi della tariffa doganale comune.

Nessun accordo internazionale né diritto di voto

Londra, per di più, non potrà concludere accordi internazionali con Paesi terzi, compresi quelli commerciali: "il Regno Unito non può vincolarsi con accordi internazionali nei settori di competenza del diritto dell'Unione, a meno che non autorizzato a farlo dall'Unione", dice il testo. La Corte di giustizia dell'Ue continuerà a esercitare la propria giurisdizione sul Regno Unito durante tutto il periodo transitorio. Per contro, dopo la Brexit e durante la transizione, "il Regno Unito non parteciperà più né nominerà o eleggerà membri delle istituzioni dell'Unione, né parteciperà nel processo decisionale o di governance degli organismi, degli uffici e delle agenzie". Solo "in via eccezionale, caso per caso, il Regno Unito potrebbe essere invitato a partecipare senza diritto di voto". Il documento prevede "consultazioni specifiche" per fissare le quote di pesca durante il periodo transitorio.

Il Regno Unito: "Clausole tutte da negoziare"

Dopo l’approvazione del documento da parte dell’Ue-27, arrivano le prime reazioni anche da parte del Regno Unito: "Le condizioni dell'accordo di transizione con l'Ue per il primo biennio post Brexit sono ovviamente da negoziare ed è naturale che vi siano alcune differenze sulle piattaforme di partenza fra Londra e Bruxelles", ha detto un portavoce di Downing Street.

Portavoce May: "Vi sarà distanza in partenza"

Sarà un negoziato e naturalmente vi sarà una distanza nel dettaglio delle posizioni di partenza. È ovvio che è su questo che si tratterà", ha dichiarato il portavoce della premier britannica Theresa May. Fra i punti di possibile frizione vi è quello sul ruolo della Corte di Giustizia europea durante la fase transitoria - rispetto al quale la premier conservatrice ha rassicurato anche di recente i 'brexiteers' del suo partito - nonché quello sul diritto che il Regno Unito rivendica a negoziare parallelamente futuri accordi commerciali con Paesi terzi, sebbene senza poterli attuare fino a transizione conclusa.

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