Pakistan, alpinista francese soccorsa a 6.700 metri e a -40 gradi

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L'alpinista francese (in mezzo) in una foto recente (Ansa)

Elisabeth Revol è in salvo dopo una complessa operazione di soccorso sul Nanga Parbat, conosciuto come "montagna della morte". Niente da fare per il compagno di cordata, il polacco Times Mackiewicz, bloccato a 7.200 e per il quale non ci sono speranze di salvezza

Dopo una complessa operazione di salvataggio, l'alpinista francese Elisabeth Revol, che due giorni fa era rimasta bloccata sul Nanga Parbat, è in salvo. Nessuna speranza pare esserci invece per il suo compagno di cordata, il polacco Tomek Mackiewicz, rimasto bloccato a quota 7.200 metri.

Le difficoltà dei due scalatori

I due stavano tentando per la quarta volta di scalare la montagna che si trova in Pakistan, sulla catena dell'Himalaya, la nona vetta più alta del pianeta con i suoi 8.126 metri, la cui ascesa invernale è riuscita per la prima volta tra gli altri all'italiano Simone Moro nel 2016. Venerdì 26 gennaio, mentre si trovavano sul versante Diamir lungo la via normale, Revol e Mackiewicz hanno però incontrato le prime difficoltà, e il polacco è rimasto vittima di congelamento e oftalmia delle nevi ("cecità da neve").

Il salvataggio da parte di due alpinisti

Dopo essere rimasti bloccati a quota 7.400 metri, i due hanno lanciato i soccorsi e – secondo quanto ricostruito dal quotidiano d'oltralpe "L'Equipe" – Revol è riuscita ad accompagnare il compagno di cordata a quota 7.200 metri, mettendolo al riparo sotto una tenda. L'alpinista ha dunque proseguito la sua discesa, per essere poi raggiunta nella notte a circa 6.700 metri da Denis Urubko e Adam Bielecki, due membri della spedizione polacca sul K2, che sono saliti per oltre mille metri lungo la difficile via Kinshofer. Una volta rifocillata, l'hanno accompagnata lungo la discesa – anche lei aveva principi di congelamento ai piedi – fino a quota 5.000, dove è stata soccorsa da un elicottero che l'ha trasportata a Islamabad.

Per Mackiewicz nessuna speranza

Per finanziare le operazioni di soccorso dei due alpinisti è stata anche lanciata una campagna di crowdfounding che in poche ore ha raccolto i 50mila dollari necessari (poco più di 40mila euro). Le ricerche di Mackiewicz, però, sono state interrotte a causa di una tempesta. Citato sempre dall'Equipe, Ludovic Giambiasi, che ha mantenuto le comunicazioni radio con Revol finché la sua batteria ha retto, ha detto che, dopo due notti trascorse a oltre settemila metri, "per Tomek penso che non possiamo più avere speranze: è una tragedia". L'ennesima tragedia che si consuma sulla montagna tristemente celebre del Nanga Parbat.

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