Brasile, ex presidente Lula: “Vogliono impedirmelo, ma sarò candidato"

Luiz Inácio Lula Da Silva (Getty Images)
3' di lettura

Dopo la condanna per corruzione, Luiz Inácio Lula da Silva rilancia la sua candidatura e chiama a raccolta i suoi sostenitori: “C’è un patto politico contro di noi - ha affermato -. Il condannato non sono io, ma il popolo brasiliano”

Non si placano le polemiche a seguito della condanna per corruzione inflitta all'ex presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva. “Lula rimane il nostro unico candidato per le elezioni di ottobre”, si legge nel comunicato reso pubblico dai quadri dirigenziali del PT (Partido de los Trabajadores), poco dopo la notizia della condanna e della conseguente dichiarazione di incandidabilità dell’ex presidente. Dopo aver incassato anche il sostegno dell’altra ex presidente Dilma Roussef, (“Garantiremo a Lula il diritto a candidarsi per la presidenza della Repubblica. Quando come oggi ci colpiscono, allora vorrà dire che lotteremo ancora di più”), Lula e il PT si apprestano a chiamare a raccolta il loro popolo, “a difesa della democrazia e contro le mire golpiste delle elites brasiliane”.

"Il popolo brasiliano è il vero condannato"

Nella città di São Paulo Lula si è presentato a sorpresa, poco dopo la lettura pubblica del verdetto. In plaza de la República, davanti a qualche migliaio di sostenitori del suo partito, l’ex presidente ha giurato di non volersi arrendere e si è scagliato contro tutti coloro che considera responsabili di questa situazione: avversari politici, giudici e giornalisti. “Hanno stretto un patto per porre fine alle nostre politiche di governo. Vogliono fermare il processo di scolarizzazione del paese, vogliono bloccare l’ascesa dei poveri - ha dichiarato -. Stanno facendo tutto questo per impedire di candidarmi, ebbene io mi candiderò. Non ho paura di andare in galera”. E ha aggiunto: “Sul banco degli imputati ci sono io, ma è il popolo brasiliano il vero condannato”.

Nessun passo indietro

È un Lula che non accenna a fare passi indietro, quello che dal palco si rivolge al popolo brasiliano, dichiarando guerra alle elites del paese (“Aspettateci, stiamo tornando”) e sfidando apertamente anche il tribunale federale: ”Sfido i tre giudici che mi hanno condannato a fornire anche solo una prova della mia colpevolezza e non mi ricandiderò”, sono state le sue parole.

Manifestanti "anti-Lula"

Nel corso della giornata e in serata nella città di São Paulo si sono svolte anche manifestazioni che hanno accolto con giubilo la condanna dell’ex presidente. Poche centinaia di manifestanti hanno sfilato per le strade, per lo più riconducibili al partito di estrema destra del leader Jair Bolsonaro, scandendo slogan “anti-Lula” e invocando l’intervento dei militari.

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