Catalogna, Puigdemont in Danimarca: pronta richiesta arresto

L'ex presidente della Generalitat Catalana, Carles Puigdemont (archivio Ansa)
3' di lettura

L'ex presidente è atteso a Copenaghen: se ci andrà, il Pubblico Ministero solleciterà il Tribunale Supremo per attivare un nuovo ordine d'arresto europeo. L'avvocato del politico: "Il rischio di detenzione è piuttosto alto"

L'ex presidente della Generalit catalana, Carles Puigdemont rischia di essere colpito da un nuovo mandato d'arresto internazionale. Lo ha reso noto la Fiscalía General (la procura spagnola), che farà richiesta di attivazione della misura al giudice della Corte Suprema, Pablo Llarena, nel caso in cui il leader indipendentista dovesse confermare il suo viaggio in Danimarca, programmato per lunedì 22 gennaio.

Il viaggio di Puigdemont

Puigdemont, che si trova a Bruxelles dalla fine dello scorso ottobre ed è accusato di sedizione in Spagna, è atteso domani all'Università di Copenaghen per una conferenza, mentre martedì dovrebbe recarsi da diversi deputati danesi in un incontro promosso da una formazione indipendentista. Se Puigdemont raggiungerà la capitale danese, verrà chiesto immediatamente a un giudice della Corte Suprema "di emettere un mandato d'arresto europeo in modo da chiedere all'autorità giudiziaria danese l'arresto dell'accusato", ha fatto sapere la procura di Madrid. Alla notizia del viaggio in Danimarca dell'ex presidente catalano, già il ministro dell'Interno spagnolo, Juan Ignacio Zoido, aveva avvertito in un'intervista radiofonica che "l'ufficio della procura agirà in modo che possa essere arrestato". Anche l'avvocato di Puigdemont, Jaume Alonso-Cuevillas, ha riconosciuto che "il rischio di detenzione è piuttosto alto".

Il mandato d'arresto ritirato  

È un lungo iter giuridico quello che riguarda l'ex presidente della Generalitat de Catalunya, in fuga dalla Spagna subito dopo l'applicazione dell'articolo 155 da parte del governo di Madrid. Dopo la richiesta d'asilo a Bruxelles, il leader politico è stato in un primo momento indagato per ribellione dal giudice dell'Audiencia Nacional, Carmen Lamela. Il caso era poi passato alla Corte Suprema spagnola, che dopo averlo esaminato aveva deciso di ritirare la richiesta di mandato d'arresto europeo: c'erano dubbi sul fatto che la giustizia belga potesse sì consegnare Puigdemont alla Spagna, ma con la clausola che non venisse processato per i reati più gravi a lui imputati. Puigdemont è poi stato al centro di una grande manifestazione di sostegno di cittadini catalani, arrivati a Bruxelles per un incontro pacifico con il loro ex presidente e gli altri quattro leader indipendentisti in esilio. Alla fine di dicembre, si sono tenute invece le elezioni catalane, dove il fronte indipendentista ha conquistato 70 seggi su 135. Nonostante il partito di Puigdemont, Junts per Catalunya, fosse quello con più deputati fra quelli favorevoli all'indipendenza, il fronte ha scelto come leader Roger Torrent, esponente di Esquerra Republicana de Catalunya.

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