Catalogna, l’indipendentista Torrent eletto presidente del Parlament

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Roger Torrent è un esponente del partito indipendentista Repubblicani Catalani di Sinistra (Erc) (Getty Images)
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Durante il voto i deputati della maggioranza hanno voluto esprimere la loro solidarietà nei confronti degli indipendentisti in carcere o in esilio in Belgio, tra cui l'uscente Carles Puigdemont che ha rinunciato al voto delegato nella seduta costitutiva

Roger Torrent, esponente dei Repubblicani catalani di sinistra (Erc), è il nuovo presidente del Parlament della Catalogna. Il deputato indipendentista di Girona è stato eletto a maggioranza semplice al secondo turno con 65 voti contro i 56 raccolti dal candidato unionista di Ciudadanos, José María Espejo-Saavedra. Al termine della seduta costitutiva del nuovo Parlament, i deputati hanno cantato l'inno nazionale catalano 'Els Segadors' e hanno lasciato l’aula al grido di 'Llibertat', accompagnato da un lungo applauso. Il presidente catalano uscente Carles Puigdemont ha voluto commentare il voto su Twitter scrivendo: "Congratulazioni Roger Torrent, sei un degno presidente del Parlament. Sono convinto che eserciterai la posizione con nobiltà e coraggio, proteggendo le istituzioni e il Paese". Puigdemont insieme agli altri quattro dirigenti indipendentisti in esilio a Bruxelles ha rinunciato a chiedere il voto delegato nella seduta costitutiva. 

Il voto

Il premier spagnolo, Mariano Rajoy, aveva minacciato un ricorso immediato alla corte costituzionale se Puigdemont avesse potuto votare dall'esilio. A tal proposito, la presidenza provvisoria del Parlament ha invece accettato il voto delegato dei tre indipendentisti in carcere, Oriol Junqueras, Joaquim Forn e Jordi Sanchez. Per manifestare vicinanza ai compagni di partito, durante la seduta, sono stati posti sui seggi dei deputati indipendentisti in carcere o in esilio in Belgio inseguiti da mandato d'arresto spagnolo dei grandi fiocchi gialli, simbolo della campagna per i 'detenuti politici'. 

Un unionista tra i due vice presidenti eletti

La seduta costitutiva è figlia delle elezioni dello scorso 21 dicembre, dalle quali è emersa una maggioranza indipendentista che ha avuto riscontro anche nell'ufficio di presidenza del nuovo Parlamento catalano. Oltre al presidente Torrent, infatti, l'assemblea ha eletto: vicepresidenti il secessionista Josep Costa di JxCat e l'unionista José María Espejo-Saavedra di Ciudadanos, e segretari gli indipendentisti Eusebio Campdepadros (JxCat) e Alba Verges (Erc) e gli unionisti Joan Garcia (Ciudadanos) e David Perez (Psc). Con questo voto sfuma definitivamente l’ipotesi di eleggere Carles Puigdemont presidente nonostante la sua condizione di esiliato. Il principale ostacolo su questa strada è stato rappresentato dalla minaccia del governo centrale di ricorrere all'articolo 155 della Costituzione spagnola, quello che prevede la sospensione dell'autonomia catalana, nel caso in cui fosse stato rieletto il presidente catalano uscente.

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