Crisi Iran, Rohani: spazio a dissenso, stop strumentalizzazioni Trump

Rohani ha replicato a Trump che aveva accusato il regime di Teheran di "sperperare soldi per il terrorismo"
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Per la prima volta da quando sono scoppiate le proteste nel Paese, il presidente iraniano ha parlato condannando le violenze e replicando al numero uno della Casa Bianca che su Twitter aveva attaccato il regime di Teheran

Per la prima volta dallo scoppio delle proteste per la situazione economica del Paese, è intervenuto il presidente iraniano Harran Rohani che ha aperto al dissenso civile, condannando però ogni forma di violenza. Rohani ha anche replicato al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che su Twitter aveva attaccato il regime di Teheran, accusandolo di finanziare il terrorismo.

Spazio al dissenso civile

Quarto giorno di manifestazioni in Iran contro il carovita e un'economia che fatica a crescere. Manifestazioni che poi si sono trasformate in dimostrazioni anti-governative e contro la corruzioni del regime. Per la prima volta dallo scoppio delle proteste, è intervenuto il presidente iraniano Rohani che ha parlato in un incontro del governo trasmesso dalla tv di Stato. "Il popolo iraniano - ha detto - è libero di manifestare",  a patto che le proteste "siano autorizzate e legali" e che non si trasformino in violenza. Rohani, nel suo discorso, ha voluto distinguere tra la critica e "la violenza e la distruzione della proprietà pubblica".

La replica a Trump

Rohani ha anche risposto al presidente degli Stati Uniti che, su Twitter, aveva attaccato il regime di Teheran. "La gente - aveva scritto il numero uno della Casa Bianca - finalmente ha capito che i suoi soldi e il suo benessere viene sperperato per il terrorismo. Sembra che gli iraniani non ne possano più. Gli Usa vigilano su eventuali violazioni dei diritti umani". Rohani ha accusato Trump di non aver interesse nel destino del popolo iraniano, ma di puntare solo a sfruttare i problemi di Teheran. "Il presidente Usa - ha aggiunto - non ha alcun diritto di simpatizzare con quegli iraniani che prima ha chiamato 'terroristi'".

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